Estratto da:   « L'Informatore Agrario »   Verona, XLIV (51), 1988

Valutazione dell'attitudine del papavero d'Islanda alla coltura in vitro

LIVIA  MARTINETTI

ISTITUTO DI AGRONOMIA UNIVERSITÀ DI MILANO

Nel triennio 1985 1987 sono state impostate diverse prove volte a valutare l'attitudine del papavero d'Islanda (Papaver nudicaule L.) alla coltura in vitro. Tra gli espianti considerati, foglie, picciuoli, scapi fiorali e radici hanno posto gravi problemi nella sterilizzazione. La coltura di gemme ascellari ha dato risultati soddisfacenti. Si è notato che BAP ha avuto effetto deformante sulle foglie, mentre IAA e IBA hanno stimolato la crescita. Le migliori modalità di sterilizzazione sono state con Ca (OCl)i e con NaOCl. La messa in coltura di ipocotili ha consentito ottimi risultati

 

RIASSUNTO

 

Nel triennio 1985 1987 sono state Impostate diverse prove volte a valutare l'attitudine del papavero d'Islanda alla coltura 'in vitro'. Tra gli espianti considerati, foglie, piccioli, scapi fiorali e radici hanno posto gravi problemi nella sterilizzazione, o per eccessiva sensibilità dei tessuti o per incompleto ed insufficiente contenimento dell'inquinamento.

La coltura di gemme ascellari ha dato risultati soddisfacenti. Si è notato che BAP ha avuto effetto deformante sulle foglie, mentre IAA e IBA hanno stimolato la crescita. Le migliori modalità di sterilizzazione sono state con Ca(OCl)2 12% per 10' e con NaOCl 296 per 15'.

La messa in coltura di ipocotili ha consentito ottimi risultati. In presenza di 2,4 D, infatti, gli ipocotili hanno formato callo che, trasferito su substrati contenenti IAA, IBA o BAP, ha successivamente rigenerato intere piantine.

 

 

SUMMARY

 

EVALUATION OF ATTITUDE OF ICELAND POPPY (Papaver nuàicaule L.) TO TISSUE CULTURE

 Many trials aimed at evaluating thè attitude of Iceland  Poppy to tissue culture were carried out in 1985 1987.

Explants of leaves, petioles, scaposes and roots were particularly difficult to sterilize because of their considerale sensi tivity or their high contaminatìon.

Axillary buds were profitably cultured. BAP induced abnormal leaves, while IAA and IBA promoted shoot development. The best sterilizations were realized with Ca(OCl)2 12% for 10' and NaOCl 2% for 15'.

Hypocotyls gave very good results; they produced callus and then they regenerated whole plants.

 

 

II papavero d'I slanda (Papaver nudi caule L.) è specie ornamentale ancora poco coltivata, sia in Italia che altrove; tuttavia da qualche anno va suscitando crescente interesse a motivo della bellezza dei fiori, utilizzati nella composizione di policromi mazzi, fioriti, del periodo di fioritura invernale, dell'elevata rusticità e delle ridotte esigenze ter miche.

Nell'ambito del progetto del Ministero agricoltura e foreste finalizzato al miglioramento delle produzioni floricole, l'Istituto d'agronomia di Milano ha intrapreso alcuni studi su questa specie; in questa sede, si riferisce su alcune prove di micropropagazione.

 

Scopi della sperimentazione

E' risaputo che la micropropagazione viene ormai attuata su vasta scala per un numero sempre crescente di specie vegetali con ottimi risultati; purtroppo, nulla si sa dell'attitudine del papavero d'Islanda a lasciarsi assoggettare a tale tecnica.

Di norma, tale specie è riprodotta per seme; soltanto raramente si ricorre alla propagazione vegetativa mediante divi­sione dei cespi o talea di radice. Di Papaver nudicaule L. si rinvengono in commercio per lo più popolazioni altamente eterozigoti. La riproduzione seminale, infatti, comporta la segregazione genica, per cui le singole colture risultano costituite da genotipi molto diversi, partico larmente in termini di produttività e colore del fiore. I fitomiglioratori sono all'opera per giungere alla selezione di linee dotate d'elevata omogeneità, soprattutto nel colore dei fiori, con l'im­portante obiettivo di pervenire alla costituzione di ibridi Ft. La micropropagazione potrebbe rivelarsi strumento im­portante per la stabilizzazione di singoli genotipi pregevoli.

Inoltre, la coltura in vitro potrebbe risultare assai vantaggiosa nel caso in cui venisse compromessa la normale produzione di seme. Tale evento si verifica facilmente quando le piante mani­festano elevata tendenza a formare fiori con numerosi stami petaloidei; la petaloidia, d'altro canto, è caratteristica molto apprezzata e rappresenta uno degli obiettivi del miglioramento genetico. Dato che i petali soprannumerari derivano dallo sviluppo anomalo degli stami, essi sono generalmente associati alla sterilità del fiore (in particolare alla maschio sterilità; a causa dell'anormale morfolo­gia fiorale, però, non è raro che tali fiori siano sterili anche nelle strutture femminili).

 

Gemma ascellare pronta per la messa

 in coltura

Per la stabilizzazione di un genotipo pregevole con le suddette prerogative si dovrebbe necessariamente ricorrere alla propagazione vegetativa. La coltura in vitro potrebbe rappresentare, allora, il metodo in grado di consentire i più elevati tassi di moltiplicazione nello spazio più ridotto e nel più breve periodo di tempo.

Gemma ascellare in sviluppo

su substrato agarizzato.

 

 

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