OSSERVAZIONI IN COLTIVAZIONE EX-SITU DI LIMONIUM VIRGATUM WILLD. PROVENIENTI DA DIVERSI AMBIENTI SICILIANI 

 

 

Zizzo G.V.*, Aprile S.*, Agnello S.*, La Mantia A**Sortino S***

 

*Istituto Sperimentale per la Floricoltura - Sezione di Palermo

** Dipartimento di Metodologie Fisiche e Chimiche per l’Ingegneria - Università di Catania

*** Dipartimento di Scienze Botaniche - Università di Palermo

 

 

Riassunto

Il L. virgatum Willd. (Fam. Plumbaginaceae) presenta un’ampia valenza edafo - ecologica colonizzando aree più o meno estese del territorio siciliano e suoli di diversa natura: calcarei, calcarenitici, vulcanici, marnosi e suoli salati delle saline e dei pantani salmastri.

La presente ricerca, basata sull’individuazione dei diversi ambienti occupati dalla specie, ha lo scopo di osservare alcuni ecotipi in coltivazione ex-situ al fine di valutarne sia le risposte legate all’ontogenesi, che gli eventuali impieghi ornamentali.

Le diverse accessioni osservate hanno manifestato apprezzabili differenze  bio-produttive  e diverse  potenzialità d’impiego in floricoltura

 

Parole chiave:

Limonium virgatum, coltivazione ex-situ, valutazione ecotipi

 

Abstract

L. virgatum Willd. belongs to the Plumbago family, it populated most of the Sicilian areas and is present in soils of different nature (calcareous, calcarenithic, volcanic, salt, etc.). The aim of this trial, based on the study of different environments of these species, was the observation of ex-situ cultivation of ecotypes and the evaluation the ontogenesis responses and the ornamental uses.

Ecotypes showed appreciable bio-productive differences and several potential uses.

 

Key words:

Limonium virgatum, ex-situ cultivation, ecotypes evaluation

 

Introduzione

Il Limonium virgatum Willd. (Fam. Plumbaginaceae) è una specie che comprende piante erbacee e suffruticose perenni caratterizzate dall’alofilia tipica del genere. Gli steli fiorali si dipartono da rosette basali costituite da foglie intere o pennato-lobate prive di demarcazione fra picciolo e lamina; i fiori sono piccoli e imbutiformi riuniti in spighe. I petali, uniti, sono  generalmente cinque  di un colore che va dal rosa al viola intenso.

Il L. virgatum  è diffuso in tutta la regione mediterranea e colonizza diversi tipi di substrati. L’ampia valenza edafo – ecologica della specie ha probabilmente prodotto al suo interno una notevole diversificazione morfologica, relativamente alle caratteristiche della rosetta (forma, numero e persistenza delle foglie), dell’altezza, del numero di steli e di fiori, e alla durata della fioritura.

Le peculiarità riscontrate all’interno della specie hanno ispirato la presente ricerca finalizzata all’ individuazione e valutazione di caratteristiche interessanti ai fini di un impiego mirato delle diverse provenienze di Limonium virgatum nel settore floricolo-ornamentale.

 

 

Materiali e metodi

 

La ricerca è stata avviata dopo una serie di escursioni in diverse province siciliane mirate all’individuazione e allo studio dei diversi ambienti occupati dalla specie ed al prelevamento delle infiorescenze ormai sfiorite.

Gli ambienti e i rispettivi ecotipi individuati e studiati sono stati:

·        substrati calcareo - dolomitici con “Capo Rama” (PA) e  “ Favignana” (TP)

·        substrati tufaceo - calcarenitici con “Fra Santo” (TP) , “Pisciotto”, “Sampieri” (RG), “Settefrati” (PA), “Spagnola” e “Villa Genna ” (TP)

·        substrati limosi dei pantani salmastri con “Capo feto” (TP) e “Longarini” (RG)

·        substrati marnosi con “Balata dei Turchi” (AG) e “Focallo” (RG)

 

Dopo la sgranatura delle infiorescenze, i semi ottenuti sono stati posti in semenzaio con torba e sabbia e hanno dato origine a delle piantine che dopo circa un mese sono state ripicchettate in vasi di 8 cm di diametro e substrato costituito da torba e sabbia (1:1 V/V) dove sono rimaste fino alla messa a dimora.

La prova è stata effettuata a Bagheria  (PA) nel biennio 2001 – 2002, presso l’azienda della Sezione di Palermo dell’ Istituto Sperimentale per la Floricoltura. Il campo sperimentale è stato realizzato in pien’aria, in primavera, ponendo le piante che avevano tra  8 e 12 foglie, in file binate alla distanza di 30 cm x 30 cm sulla fila e 60 cm fra le bine. E’stato adottando uno schema sperimentale a blocco randomizzato con 4 repliche di dieci piante ciascuna. L’irrigazione delle piante avveniva tramite ali gocciolanti poste tra le bine con erogatori che fornivano 2 l/h di acqua; i turni irrigui variavano da due a quattro al giorno con durata di 2 minuti ciascuno, gestiti da un impianto di fertirrigazione automatizzato che forniva inoltre una soluzione nutritiva standard di 2 mg/l di concime dal rapporto N-P-K, 1-0,5-1.

Le osservazioni, durate un biennio, hanno riguardato, oltre alla durata della fioritura, il numero di steli fiorali prodotti/pianta e la loro altezza; i dati raccolti sono stati esaminati e sottoposti all’analisi della varianza e le loro medie confrontate con il test di Duncan. Sono state effettuate, inoltre altre osservazioni biologico-qualitative (disseccamento delle foglie durante la fioritura, portamento degli steli) per meglio caratterizzare le potenziali finalità d’uso degli ecotipi a confronto.

 

Risultati e discussione

 

L’epoca e la durata della fioritura sono risultate piuttosto variabili tra le piante di diversa provenienza messe a confronto. L’inizio della fioritura si colloca per quasi tutte le accessioni tra la prima e seconda decade di giugno, ad eccezione della “Villa Genna” che ha protratto l’inizio ai primi giorni di agosto.

La durata della fioritura è passata dai 40 - 45 giorni nei campioni “Villa Genna”e “Favignana” ai 50 di “Focallo”, ai 73 di “Settefrati” e 85 di “Spagnola”, mentre gli altri (“Capo Rama”, “Fra Santo”, “Pisciotto”, “Sampieri”, “Capo Feto”, “Longarini” e “Balata dei Turchi”) hanno avuto un periodo di fioritura che si è protratto fino all’autunno inoltrato (Fig.1); ma, quest’ultimo gruppo, con il prolungarsi dell’epoca di fioritura, ha manifestato una riduzione del numero e della taglia degli steli, pur mantenendo un effetto estetico accettabile.

Dalla Fg.2 si evince che il numero di steli è stato piuttosto variabile, passando da valori di 33 e 37 steli/pianta per le popolazioni di “Fra santo” e “Sampieri”, fino ai 160 e 150 per “Settefrati” e  “Villa Genna”, facendo dedurre l’enorme variabilità esistente all’interno della specie e fornendo un elemento di caratterizzazione del materiale prelevato dalle diverse stazioni.

L’altezza degli steli è risultata piuttosto variabile all’interno delle popolazioni a confronto compresa tra valori di 53 cm dei campioni “Focallo”e “Longarini” e 86 cm del “Favignana” (Fig.3).

Tutte le accessioni osservate hanno manifestato un progressivo disseccamento fogliare che comincia nel periodo di piena fioritura con ingiallimenti portando al totale disseccamento della rosetta basale; nuove emissioni di foglie si hanno dopo la conclusione del flusso fiorale principale.

Osservando il portamento degli steli fiorali, è stato messo in evidenza che, a causa dell’altezza raggiunta, le accessioni esaminate, non risultano adatte all’arredo da esterni, poichè i lunghi steli allettano al suolo creando un cattivo effetto estetico.

Considerando l’abbondante produzione di steli fiorali, alcuni ecotipi osservati, potrebbero essere idonei per la coltivazione per fiore reciso ricorrendo all’uso di sostegni laterali (fili), che ne impedirebbero l’allettamento.

 

Conclusioni

 

L’analisi del materiale vegetale di diversa provenienza, confrontato in questa ricerca ha fatto intravedere un diverso comportamento bio-produttivo, manifestando, le diverse accessioni differenze apprezzabili per tutti i parametri considerati. Tale comportamento è giustificabile supponendo che i diversi ambienti siciliani abbiano selezionato, con l’isolamento ecologico, genotipi della stessa specie più adatti alle differenti condizioni ambientali; tale comportamento, come dimostrano i risultati della presente ricerca, è mantenuto anche ponendo le diverse accessioni  alle stesse condizioni pedo-climatiche e colturali.

Indipendentemente dalle cause che hanno originato tale variabilità genetica, il presente studio offre la possibilità di individuare diversi usi e destinazioni per il materiale valutato.

Nessun ecotipo ha mostrato caratteristiche interessanti per l’arredo da esterni poiché gli steli fiorali allettano al suolo e le foglie disseccano in piena fioritura, provocando  un cattivo effetto estetico. La maggior parte delle accessioni osservate, per l’elevato numero di steli prodotti/pianta e le altezze raggiunte, potrebbe, dopo ulteriori approfondimenti sulla tecnica colturale, essere introdotta alla coltivazione per fiore reciso.

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

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"Autorizzazione alla divulgazione del presente lavoro, cortesemente concessa dal Dr. Zizzo G.V.."