Effetti dei diversi substrati nella coltivazione di limoni ornamentali in vaso

EFFECTS OF DIFFERENT SUBSTRATES IN POT CULTIVATION OF LEMON TREES FOR ORNAMENTAL USE

                                                               

Zizzo G.V., Agnello S., Costantino G., Fascella G.

Istituto Sperimentale Floricoltura – SOP Palermo

SS 113 - Km 245.500, Bagheria (PA). floricoltura@tin.it

 

Abstract

The intensive nursery activity for production of potted ornamental citrus, due to the crisis of the traditional citriculture,  did not follow by a satisfying knowledge of the specific growing techniques. Taking into account, a trial of greenhouse cultivation of cv. “Lunario” lemon plants placed in pots filled with 6 substrates (expanded clay, volcanic lapilli, perlite, peat, distiller’s waste and ground), singularly or in different volumetric ratio, was carried out in 1998/2000 in order to evaluate the effects of substrates on the aesthetic aspect of the product.

Considering the market needs to have “light” pots and plants with 3 fruits at least, best results were obtained by the thesis with ground-clay-peat 25-50-25 v/v/v and ground-clay-distiller’s waste 25-25-50 v/v/v which produced respectively plants with stems’ basal girth of 7 and 6,6 cm, 6 and 4 fruits/plant and a final weight of ornamental pots of 7 and 6,4 kg.

 

1. Introduzione

La crisi agrumicola, cominciata agli inizi degli anni ’90, ha ridimensionato notevolmente la domanda di piantine di agrumi per impianti destinati alla produzione di frutta costringendo i vivaisti ad un processo di riconversione  e diversificazione produttiva, puntando sulla coltivazione di agrumi ornamentali in vaso. Tale produzione nel 1999 ha raggiunto circa 1,5 milioni di unità, di cui ¾ commercializzati all’estero (Calabrese et al., 1995; Recupero, 2001).

Fra gli agrumi utilizzati a questo scopo (Russo, 1988-89), il limone è il più richiesto e propagato: la cv più diffusa è il “Lunario” perché molto rifiorente ed abbastanza precoce nell’entrare in produzione.

A tale mutamento non è corrisposta, però, un’adeguata sperimentazione su numerosi aspetti di tecnica agronomica. Una delle principali problematiche è rappresentata dalla scelta dei substrati più opportuni da utilizzare nella coltivazione degli agrumi ornamentali.

Pertanto, è stata avviata una prova di coltivazione di piante di limone in vaso per verificare l’influenza di diversi substrati, inerti ed organici, sull’aspetto estetico-ornamentale del vaso finito sulla base dei requisiti commerciali (vaso leggero, piante ben sagomate con almeno 3-4 frutti, foglie non imbrattate di terra) richiesti dai mercati esteri  (E.N. Bent, 1998).

 

2. Materiali e metodi

La ricerca è stata condotta a Capo d’Orlando (ME), nel biennio 1998/2000, nell’ambito di una convenzione didattico-scientifica stipulata tra la Sezione di Palermo dell’Istituto Sperimentale per la Floricoltura e l’I.P.S.A.A. di Capo d’Orlando (ME) che, per la realizzazione della prova, ha disposto di una serra di 500 m2 automatizzata e parzialmente climatizzata, con struttura portante in ferro zincato e copertura in vetro tipo “giardiniera”.

La prova è iniziata nella prima decade di dicembre ed ultimata 18 mesi dopo. Sono state utilizzate piante di 18 mesi di limone (Citrus limon L.), cv. “Lunario”, allevate in fitocelle ed innestate su arancio amaro, provenienti da un’azienda vivaistica del messinese.

Le piante sono state poste in vasi di PE nero di Ø 22 cm (capacità 7,6 litri) riempiti con diversi substrati (argilla espansa, lapillo lavico, agriperlite, torba di sfagno, vinaccia esausta e terreno vegetale), in diverse combinazioni fra loro al 25 – 50 e 75 %, oltre il controllo. Le piante sono state disposte a quinconce e distanziate 30 cm fra loro, con passaggi di 60 cm, adottando una densità di 5,5 piante/mq. E’ stato adottato uno schema sperimentale a blocco randomizzato, con 3 repliche per ogni tesi e 5 piante per replica. I vasi sono stati sistemati sopra un tessuto pacciamante di colore nero per evitare l’affrancamento delle piante e la comparsa di erbe infestanti.

L’irrigazione delle piante veniva effettuata tramite gocciolatori che, oltre all’acqua, provvedevano alla distribuzione degli elementi nutritivi tramite un miscelatore-fertirrigatore MGB 911 Micro. La soluzione nutritiva (Tab. 1) è stata calibrata su valori di C.E. compresi tra 1,8 e 2,5 mS/cm ed un pH tra 5,5 e 6. Durante la prima fase il rapporto NPK era di 1:0,5:1 per poi passare, all’inizio della fase produttiva, a 1:1:2.

All’inizio della prova sono stati rilevati l’altezza delle piante, il peso della piante in vaso e la circonferenza basale dei fusti.

Le piante venivano cimate mensilmente, per conferire alla chioma una forma cespugliosa e raggiungere gradualmente un’altezza finale della pianta non superiore ad 1 metro.

Durante la prova i rilievi hanno interessato, oltre ai parametri termoigrometrici, quelli biometrici e produttivi, quali il numero di frutti/pianta ed il peso della vegetazione asportata; a fine prova sono stati rilevati la circonferenza basale del fusto ed il peso della pianta in vaso. I dati raccolti sono stati elaborati statisticamente e le medie confrontate con il test di Duncan (P=0.05). In questo lavoro vengono riferiti i risultati di sole 8 tesi di studio, considerate le più interessanti dal punto di vista ornamentale e commerciale (Tab. 2).

 

3. Risultati e discussione

Durante la prova, la temperatura è oscillata tra 12 e 25 °C, mentre l’umidità, controllata mediante impianto cooling, si è attestata mediamente intorno al 70-75%.

All’inizio della prova le piante avevano mediamente un’altezza di 40 cm ed una circonferenza basale del fusto di 5 cm. Le tesi 27 e 28 hanno fornito il maggior numero di frutti/pianta (6), mentre le tesi 15 e 18 hanno prodotto 3 frutti (Fig. 1). La vegetazione cimata durante la prova è stata compresa tra valori di poco più di 300 g/pianta per la tesi 30 e di oltre 600 g per la tesi 14 (Fig. 2).

Il peso finale del vaso ornamentale è oscillato tra i 6 kg (tesi 30) e oltre 10 kg (tesi 1), con un incremento in peso maggiore per la tesi 14 (920 g), seguita dalla tesi 1 e 15 con circa 500 g (Fig. 3). L’incremento della circonferenza basale del fusto è risultato più elevato nella tesi con solo terreno (2.6 cm), mentre le altre hanno fatto registrare un incremento medio intorno a 2 cm, ad eccezione delle tesi 29 e 30, rispettivamente con 1.58 e 1.29 cm (Fig. 4).

Sulla base dei sopracitati requisiti commerciali e dei risultati ottenuti, le tesi migliori sono state quelle che prevedevano l’utilizzo di terreno-argilla-torba 25-50-25 v/v/v e terreno-argilla-vinaccia 25-25-50 v/v/v che hanno prodotto, rispettivamente, piante con 6 e 4 frutti ed un peso finale dei vasi ornamentali di 7 e 6.4 kg.

Casella di testo: Tabella 1 – Composizione chimica della soluzione nutritiva (g/l; ml/l)
Table 1 – Macro and micronutrients of nutritive solution (g/l; ml/l)
 
Casella di testo: Tabella 2 – Rapporti volumetrici delle tesi prese in esame
Table  2  –  Volumetric ratios of analyzed thesis
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: Figura 4 – Incremento circonferenza basale fusto (cm)
Figure 4 – Increase of stem’s basal girth (cm)
Casella di testo: Figura 2 – Vegetazione cimata (g/pianta)
Figure 2 – Topped vegetation (g/plant)
Casella di testo: Figura 3 – Peso finale della pianta in vaso (g)
Figure 3 – Pot plant’s final weight (g)
Casella di testo: Figura 1 – Numero frutti/pianta
Figure 1 – Number of fruits/plant

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

BIBLIOGRAFIA

Bent E. N. 1998 – Il mercato inglese per le piante coltivate in Italia. Flortecnica n.12:77-84.

Calabrese F., De Michele A. 1995 – Il vivaismo agrumicolo ornamentale in Sicilia. Frutticoltura n.9: 63-67.

Recupero S. 2001 – Nuovo germoplasma agrumicolo per la coltivazione ornamentale. Flortecnica n.4: 40-46.

Russo F. 1998-89 – Agrumi ornamentali. Annali dell’Istituto Sperimentale per l’Agrumicoltura Vol. XXI-XXII: 73-82.

 

 

 

"Autorizzazione alla divulgazione del presente lavoro, cortesemente concessa dal Dr. Zizzo G.V.e dal Dr. Fascella G.."