Zizzo G.V., Fascella G., Costantino G., Agnello S.
Istituto Sperimentale per la Floricoltura – Sezione di Palermo
E’ stata svolta a Bagheria (PA), nell’anno 2001/02, una prova basata sul confronto di 3 cultivar ibride di Limonium della serie Misty (M. White, M. Blue e M. Pink) che sono state coltivate sia in piena terra che in fuori suolo (contenitori con pomice), allo scopo di valutare sia le risposte produttive delle varietà che le differenze dei due sistemi di allevamento.
Le due tipologie di coltivazione hanno influenzato relativamente la produzione: soltanto le piante in situ della cv. Misty White hanno fornito 18 steli/mq in più rispetto a quelle allevate su substrato inerte. Di contro, le piante su pomice di tutte le cultivar considerate hanno permesso di ottenere steli qualitativamente superiori.
La cv. Misty White ha prodotto, in entrambi i sistemi, il più elevato numero di steli (53 e 35 steli/mq, rispettivamente su terreno ed in fuori suolo). La cv. Misty Blue si è distinta per aver fornito, in ambedue le tesi di studio, gli steli di maggiore lunghezza e peso medio.
La coltivazione dei Limonium interessa numerose regioni italiane ed in particolare quelle meridionali dove le piante trovano le condizioni ambientali necessarie per soddisfare le loro esigenze termico-luminose in diversi periodi dell’anno.
Annuali o perenni, trovano un sempre più largo impiego come specie da fiore reciso grazie alla leggerezza e rigidità degli steli fiorali, che possono essere utilizzati sia allo stato fresco che secco, all’ampia gamma di varietà disponibili di diverso colore e architettura del fiore nonché alla lunga durata in vaso degli steli (Schiva, 1998; Devecchi, 2000).
Il crescente interesse generale nei confronti di questo genere ha favorito la creazione, mediante l’attività di miglioramento genetico e le biotecnologie, di nuove varietà e ibridi di Limonium che presentano differenti habitus vegetativi e caratteristiche degli steli. Alcune di queste nuove entità sono state recentemente introdotte in coltura e testate (Farina et al., 1994; Barbieri et al., 2000).
I Limonium vengono allevati esclusivamente su terreno, sia in pien’aria (Zizzo et al, 2000) che in serra. La coltivazione di queste specie in fuori suolo, per la quale non sono state trovate informazioni in letteratura, potrebbe risultare interessante al fine di migliorare sia gli aspetti quali-quantitativi della produzione che lo stato sanitario delle piante riducendo, allo stesso tempo, l’impatto ambientale. Con questo sistema, infatti, verrebbe meno l’esigenza di effettuare fumigazioni con bromuro per sterilizzare il terreno e si eviterebbero inutili e dannose dispersioni di fertilizzanti nel suolo.
La ricerca ha previsto l’allevamento di cultivar ibride di Limonium sia in suolo che in fuori suolo allo scopo di valutarne l’adattabilità e le risposte vegeto-produttive.
Materiali e metodi
La ricerca è stata condotta nel 2001/02 a Bagheria (PA) presso i campi della Sezione di Palermo dell’Istituto Sperimentale per la Floricoltura, in serra fredda con struttura portante in alluminio e copertura in PE.
Piante micropropagate di tre cultivar ibride di Limonium (L. latifolium x L. bellidifolium) appartenenti alla serie Misty (M. White, M. Blue e M. Pink) sono state allevate sia su terre rosse mediterranee che su contenitori in polipropilene (0.4 x 0.4 x 6 m), riempiti con substrato costituito da pomice frantumata (Ø 4-5 mm) e poggiati su blocchi di polistirolo espanso di 10 cm di altezza.
Per la coltivazione in fuori suolo è stato realizzato un sistema a ciclo aperto: un film di PE nero posto al di sotto di ciascun contenitore convogliava il percolato in apposite tubazioni che confluivano all’esterno della serra in un serbatoio di raccolta interrato.
Il terreno, prima della messa a dimora delle piante da allevare in situ, è stato opportunamente lavorato ed arricchito con circa 200 g/mq di concime complesso del tipo 10-10-10 e con 5 kg/mq di concime stallatico cubettizzato e, successivamente, pacciamato con film nero di PE spessore 0.05 mm.
L’impianto è stato effettuato, per entrambe le tesi di studio, nella seconda decade di maggio, sistemando le piante a quinconce, disposte su due file distanti 30 cm tra di loro e poste a 70 cm lungo la fila; ogni parcella era intervallata da una corsia di servizio di 1 metro, realizzando una densità d’impianto di 2 piante/mq di superficie complessiva. E’ stato adottato uno schema sperimentale fattoriale, con 6 tesi (2 x 3); ciascuna tesi era replicata 4 volte e l’unità di osservazione conteneva 17 piante.
Un impianto di distribuzione con erogatori a goccia (1 gocciolatore/pianta), controllato da un computer, era deputato alla distribuzione dell’acqua e degli elementi nutritivi. Durante la coltivazione le piante in fuori suolo venivano continuamente alimentate con la soluzione nutritiva, secondo un programma precedentemente testato sulla rosa (Rodrigues et al., 1998), mentre quelle su terreno erano irrigate con sola acqua e, settimanalmente, anche fertirrigate. Il contenuto in macro e microelementi della soluzione nutritiva è riportato in tabella 1. Il pH e la C.E. della soluzione nutritiva erano mantenuti rispettivamente su valori medi di 6.5 e 2.3 mS/cm.
Le piante erano alimentate con una frequenza e durata variabili in funzione del sistema di coltivazione e delle condizioni ambientali che venivano monitorate durante il corso della prova: si passava, infatti, da un minimo di 3 ad un massimo di 5 interventi/giorno per le piante in situ (0.2-0.5 l/pianta/giorno) e da 5 a 10 interventi/giorno per quelle allevate in fuori suolo (0.5-1.0 l/pianta/giorno).
Oltre ad effettuare le osservazioni biologiche sui ritmi di crescita delle piante, sono stati rilevati settimanalmente il numero di steli, la loro lunghezza ed il loro peso. I dati raccolti sono stati elaborati statisticamente (ANOVA) e le differenze tra le medie confrontate con il test di Duncan.
Le piante hanno cominciato a svilupparsi poche settimane dopo l’impianto, grazie anche alle ottimali condizioni ambientali della serra (temperatura tra 10 e 30 °C, U.R. tra il 50 e il 70%), accrescendosi e sviluppando nuovi getti basali che hanno dato origine alla formazione di un cespo.
La fioritura delle cultivar Misty White e Misty Blue è iniziata, sia in piena terra che in fuori suolo, nella prima decade di agosto, mentre la cv. Misty Pink è andata a fiore circa 20 giorni più tardi.
La raccolta degli steli veniva effettuata alla comparsa del colore nelle infiorescenze.
La distribuzione mensile della produzione delle tre cultivar nel periodo considerato (13 mesi) è stata caratterizzata da una maggiore quantità di steli nel sistema in situ, soprattutto nel periodo aprile-agosto con differenze minime tra le due tesi nei restanti mesi (Fig. 1). Le piante allevate su terreno hanno avuto una produzione continua fino a gennaio con un arresto nel mese di febbraio, per poi riprendere a marzo con valori via via crescenti fino a giugno; quelle allevate in fuori suolo, invece, hanno manifestato un medesimo andamento produttivo con un flusso continuo.
La produzione di ciascuna varietà sembra non essere influenzata dalla tipologia di allevamento, ad eccezione di quella a fiore bianco dove le piante coltivate in situ hanno permesso di ottenere circa 12 steli/mq in più rispetto a quelle allevate su pomice. La cv Misty Pink, di contro, ha evidenziato scarse attitudini produttive in entrambi i sistemi di coltivazione (Fig.2).
Gli aspetti qualitativi degli steli fiorali, oltre ad essere legata alle caratteristiche varietali, hanno risentito dell’influenza esercitata dai due diversi sistemi di coltivazione. La lunghezza degli steli è risultata più elevata nella tesi che prevedeva l’allevamento su substrato inerte, con in media oltre 20 cm in più rispetto a quella in piena terra, fornendo allo stesso tempo steli di maggiore peso medio (Tab. 2). Tra le varietà messe a confronto, la Misty Blue è stata quella che ha fornito, in entrambe le tipologie di allevamento, sia una maggiore lunghezza dello stelo (113 e 95 cm rispettivamente in fuori suolo ed in situ) che un maggiore peso medio dello stesso (rispettivamente 73 e 46 g).
Nelle condizioni pedoclimatiche siciliane, la prova ha evidenziato che i Limonium della serie Misty possono essere coltivati sia su terreno che su substrato inerte, senza avere riscontrato grossi problemi di natura fitopatologia e fornendo steli di un certo interesse commerciale.
Il sistema di allevamento in fuori suolo ha permesso di ottenere steli qualitativamente più apprezzabili, con flussi produttivi continui e quantitativamente differenziati al variare dei mesi. La produzione dei Limonium in situ si è arrestata in corrispondenza del mese di febbraio, a causa, molto probabilmente, delle più basse temperature del suolo, consentendo, però, nei mesi più caldi una maggiore produzione.
Complessivamente il maggior numero di steli è stato ottenuto nella coltivazione in piena terra; la varietà più produttiva in questa prova è risultata la Misty White; scarse sono state le rese della Misty Pink indipendentemente dai sistemi di allevamento adottati.
Considerato i soddisfacenti risultati raggiunti, i Limonium, grazie anche alla loro elevata rusticità e scarsa o nulla mortalità riscontrata, possono essere mantenuti in coltura per più cicli produttivi, contribuendo ad abbassare i costi di gestione e d’impianto.
Barbieri G., De Pascale S., Paradiso R., Farina E., Dalla Guda C., Cervelli C., Scordo E. 2000 – Tecniche di produzione e coltivazione dei Limonium ornamentali. Flortecnica 5: 89-94.
Devecchi M. 2000 – Post-raccolta: conservazione e trasformazione dei limonium ornamentali. Flortecnica, 5:38-40.
Farina E., Paterniani T., Palagi M. 1994 – Valutazione bioagronomica di nuove specie di Limonium. Atti II Giornate Scientifiche SOI, S.Benedetto del Tronto, 22-24 giugno, 527-528.
Rodrigues E.J.R., Paterniani T., Palagi M., Farina E. 1998– Rose “minigreffe” e da talea, una valutazione in idroponica. Colture Protette 6: 79-82.
Schiva T. 1998 – Limonium suworowii: più che una novità una opportunità. Flortecnica, 12: 30.
Zizzo G.V., Costantino G., Fascella G., Agnello S. 2000 - Confronto tra diverse cultivar di Limonium sinuatum (L.) Mill. allevate in pien'aria in ciclo estivo-autunnale. Flortecnica 5: 43-44.
Tabella 1 – Composizione chimica della soluzione nutrtiva (mg/l)
|
N |
190 |
Cu |
0.05 |
|
P |
50 |
Zn |
0.2 |
|
K |
210 |
Mn |
0.25 |
|
Ca |
125* |
B |
0.1 |
|
Mg |
30 |
Mo |
0.05 |
|
Fe (EDTA) |
1 |
|
|
* esclusivamente da acqua d’irrigazione
|
|
Piena terra |
Fuori suolo |
||||
|
M. White |
M. Blue |
M. Pink |
M. White |
M. Blue |
M. Pink |
|
|
Lunghezza media steli (cm) |
90.1 bc |
94.7 b |
39.8 d |
106.6 ab |
113.76 a |
79.3 c |
|
Peso medio steli (g) |
36.5 c |
46.6 bc |
19.9 d |
53.8 b |
73.5 a |
51.9 b |
I valori contrassegnati da lettere diverse differiscono per p<0.05 (test di Duncan)


"Autorizzazione alla divulgazione del presente lavoro, cortesemente concessa dal Dr. Zizzo G.V.e dal Dr. Fascella G.."