INFLUENZA DI DIFFERENTI SUBSTRATI INERTI E DENSITA’ SU Iresine herbstii aureo-reticulata Hort ALLEVATA IN FUORI SUOLO PER LA PRODUZIONE DI FRONDA RECISA

 

G.V. Zizzo, G. Fascella, S. Agnello, G. Costantino, P. Lauro

Istituto Sperimentale per la Floricoltura – Sezione di Palermo

 

Riassunto

La ricerca di nuove specie da fronda recisa, unita all’esigenza di ridurre l’impatto ambientale, ha determinato l’esigenza di avviare una prova di coltivazione fuori suolo dell’Iresine. Sono stati utilizzati 4 substrati inerti (argilla espansa, pomice, perlite e lapillo vulcanico) e due densità d’impianto (8 e 16 piante/m2), realizzando un sistema a ciclo aperto senza il ricircolo della soluzione nutritiva. E’ stato valutato il numero complessivo di steli/pianta, distinti in classi di qualità in base alla lunghezza, ed il peso medio degli steli. Pomice e lapillo hanno fornito il più elevato numero di steli Extra (di lunghezza >50cm).

 

Abstract

A trial of soilless cultivation of Iresine herbstii aureo-reticulata Hort. for cut foliage production was carried out in cold greenhouse, according to the search of new ornamentals and to the need of reducing environmental impact. Four substrates (expanded clay, pumice, peat and volcanic lapilli) and two planting density (8 e 16 plants/m2) were used, realizing an open system without recirculation of nutritive solution. Total number of stems/plant, distinguished in quality classes, and average weight of stems were determined. Pumice and lapilli produced the highest amount of stems of “Extra” category (with length >50cm).

 

Introduzione

Negli ultimi anni, l’interesse dei consumatori verso il comparto delle fronde recise è sensibilmente aumentato soprattutto per l’esigenza di disporre di nuove specie ornamentali e di lunga durata. Tale richiesta ha determinato, oltre ad un incremento delle superfici coltivate e della produzione, la necessità di disporre di nuove specie da fronda.

Fra queste, si è pensato di introdurre in coltura l’Iresine (Iresine herbstii aureo-reticulata Hort.), un’Amarantacea originaria del Sud America, interessante per le sue peculiari caratteristiche botaniche (steli rossastri alti 60-100 cm e foglie bilobe di colore verde chiaro e reticolate di giallo-oro) (AA.VV., 1995) (Graf, 1981).

Se a ciò si aggiunge l’aumentata sensibilità per il rispetto dell’ambiente e le limitate conoscenze sui substrati di coltivazione ideali, si comprendono le motivazioni che hanno spinto ad avviare una prova di allevamento fuori suolo dell’Iresine, valutando gli effetti di 4 substrati inerti sulle caratteristiche quali-quantitative delle fronde prodotte.

 

Materiali e metodi

La prova è stata condotta a Palermo, nel biennio 1998/99, presso l’azienda Luparello dell’Istituto Sperimentale per la Floricoltura, all’interno di una serra fredda con struttura in ferro zincato e copertura in PMMA e impiegando piantine provenienti da talee di piante madri allevate in vaso.

L’impianto è stato effettuato nella seconda decade di settembre del ’98, utilizzando contenitori di plastica tipo “Agribox” (cm 100 x 20 x 15), sistemati in file binate con vialetti di 100 cm fra le bine, e quattro substrati inerti (argilla espansa, pomice, perlite e lapillo vulcanico) le cui caratteristiche fisico-chimiche sono riportate in tabella 1.

Sono state adottate due densità d’impianto: D1=8 piante/m2 e D2=16 piante/m2, realizzate mettendo a dimora rispettivamente 6 e 12 piante/contenitore.

E’ stato adottato uno schema sperimentale di tipo fattoriale con 4 repliche per tesi; ogni replica era costituita da 4 contenitori.

E’ stato realizzato un sistema a ciclo aperto senza ricircolo della soluzione, con raccolta del percolato in un contenitore interrato fuori dalla serra.

Gli apporti di acqua ed elementi nutritivi erano gestiti da una centralina elettronica a 24 settori Hiris/a della ATA s.r.l. che, per mezzo di elettrovalvole ed erogatori a microportata, era in grado di fornire 3 litri/ora/pianta.

La soluzione nutritiva è stata preparata utilizzando due fertilizzanti idrosolubili (Flory 1 e 2), la cui composizione è riportata in tabella 2, è stata calibrata in modo da ottenere un pH intorno a 7-7.5  Il rapporto fra i tre macroelementi è stato pari a 1:0.2:0.5 nei primi 90 giorni, per poi passare a 1:0.3:1.5 dall’entrata in produzione della pianta fino alla conclusione del suo ciclo produttivo; la conducibilità è variata da un valore di 1,8 mS/cm, nelle prime fasi di sviluppo, ad uno di 2,5 mS/cm che è stato mantenuto sino alla fine della prova.

Il volume di adacquamento giornaliero è stato suddiviso in un numero variabile di interventi (da 5 a 7) in funzione dell'andamento climatico stagionale.

L’allettamento degli steli era impedito da fili di nylon disposti lungo la fila, a 40 e 60 cm dal suolo, sostenuti da paletti di metallo.

Alla fine del mese di marzo del ’99, è stata stesa, all’altezza di 2 metri delle piante, una rete ombreggiante al 70% di riduzione dell’intensità luminosa e mantenuta fino al termine della prova.

Oltre all’andamento termico all’interno dell’apprestamento protettivo, sono stati rilevati i parametri bio-produttivi quali il numero complessivo di steli/m2, distinti in classi di qualità in base alla loro lunghezza (Extra:>50 cm, Prima:40-50 cm, Seconda:<40 cm), ed il peso medio degli steli.

I dati produttivi sono stati sottoposti all’analisi della varianza e le medie confrontate secondo il test di Duncan.

 

Risultati e discussione

Dopo l’impianto non sono state registrate fallanze e tutte le piante hanno continuato a svilupparsi senza subire alcun arresto imputabile a crisi di trapianto. Durante la prova le temperature medie si sono mantenute ai livelli stagionali, con valori compresi tra i 13 e i 30 °C, non influenzando i ritmi di crescita delle piante (Graf. 1). La specie ha tollerato anche minime termiche di 8 °C e temperature massime superiori ai 35 °C.

La produzione è stata influenzata dai diversi substrati inerti e dalla densità. Il più elevato numero di steli Extra/m2 è stato ottenuto dai substrati pomice e lapillo, soprattutto nella densità più elevata. In valore assoluto è stata l’interazione pomice/D2 a fornire oltre 71 steli/m2 (Tab. 3). La maggior produzione di steli di Prima è stata fornita dalla interazione lapillo/D2 con 60.7 steli/m2 (Tab. 4). Anche per quanto riguarda gli steli di Seconda, la medesima combinazione di fattori ha prodotto la più elevata quantità di steli/m2 (44,9), senza differenze statisticamente apprezzabili soprattutto fra le tesi che prevedevano il più elevato numero di piante investite (Tab. 5). Una visione più specifica si può osservare nel grafico 2 dove viene riportata la produzione complessiva di steli commerciabili: i migliori risultati produttivi sono forniti dal lapillo, con oltre 174 steli/m2, seguito dalla pomice con circa 170 steli/m2, quando per entrambi i substrati viene adottata la densità di 16 piante/m2.

L’Iresine ha prodotto, in entrambe le densità confrontate, da un minimo di 3 kg di fronda/m2, quando allevata su argilla espansa, ad un massimo di oltre 5 kg su lapillo vulcanico (Graf. 3).

 

Conclusioni

La prova ha evidenziato che, in coltura fuori suolo, nell’ambiente in cui si è operato, l’Iresine può fornire ottimi risultati produttivi sia in termini di numero di steli/m2 che di peso di fronda, soprattutto se allevata con il substrato lapillo ed alla densità di 12 piante/m2.

Oltre ai soddisfacenti risultati quali-quantitativi si è potuto constatare che le piante, alla fine dell’anno di prova, erano tutte sane e vigorose, lasciando intravedere la possibilità di realizzare una coltivazione biennale.

L’utilizzo di substrati inerti, in linea con la tendenza generale volta alla riduzione dell’impatto ambientale, non pone limitazioni né di tipo agronomico nè fitosanitario.

 

Bibliografia

AA.VV. (1955) – Enciclopedia Agraria Italiana – REDA

A.B. Graf (1981) - Tropica – Roehrs Company

 

Casella di testo: Progetto POM BO3
Miglioramento delle produzioni floricole extrastagionali nel rispetto dell’ambiente – Pubblicazione n. 1

 

 

 

 


 

Tab. 1 – Caratteristiche chimico-fisiche dei substrati inerti

 

 

Parametri

 

Substrati

Argilla espansa

Pomice

Perlite

Lapillo vulcanico

pH (H2O)

6.9

6.8

7

6.8

Densità (gr/cm3)

0.5

0.6

  0.1

1.1

Porosità (%)

        78.5

      67.5

85.0

          56.0

C.S.C. (meq/100 gr)

          0

      12

 1.5

 0.6

Granulometria (cm)

4-6

  2-10

  2-5

   2-15

 

 

 

Tab. 2 – Composizione chimica dei fertilizzanti (mg/l)

             

Elementi

Fertilizzanti

Flory 1

Flory 2

N                        

200

150

P2O5                            

  50

  50

K2O                   

100

250

MgO                  

  20

  20

Fe EDTA           

       0.7

      0.7

Mn EDTA          

       0.5

      0.5

Cu EDTA           

       0.3

      0.3

B                        

       0.2

      0.2

 

Tab. 3 – Numero di steli Extra m-2

 
 
Densità

Substrati

MEDIA DENSITA’

Argilla

Perlite

Pomice

Lapillo

D 1

48.2  d

51.2  cd

66.0  abc

65.3  abc

57.7  a

D 2

52.2  bcd

50.1  cd

71.1  a

68.6  ab

60.5  a

MEDIA SUBSTRATI

50.2  b

50.6  b

68.5  a

67.0  a

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I valori contrassegnati con lettere diverse differiscono per P=0.01 (test di Duncan)

 

 

 

 

Tab. 4 – Numero di steli di Prima m-2

 

 

Densità

Substrati

MEDIA DENSITA’

Argilla

Perlite

Pomice

Lapillo

D 1

40.8  c

47.1  abc

51.9  abc

57.7  ab

49.4  a

D 2

49.5  abc

44.6  bc

54.7  abc

60.7  a

52.4  a

MEDIA SUBSTRATI

45.2  b

45.8  b

53.3  ab

59.2  a

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I valori contrassegnati con lettere diverse differiscono per P=0.01 (test di Duncan)

 

 

 

Tab. 5 – Numero di steli di Seconda m-2

 

 

Densità

Substrati

MEDIA DENSITA’

Argilla

Perlite

Pomice

Lapillo

D 1

28.2  c

32.5  bc

31.2  bc

37.1  abc

32.2  b

D 2

42.4  a

38.3  ab

44.0  a

44.9  a

42.4  a

MEDIA SUBSTRATI

35.3  a

35.4  a

37.6  a

41.0  a

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I valori contrassegnati con lettere diverse differiscono per P=0.01 (test di Duncan)

 

 

 

 

 

Casella di testo: Graf. 1 - Andamento termico registrato all'interno della serra 
               durante la prova
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: Graf. 2 - Produzione complessiva di steli commerciabili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: Graf. 3 - Produzione (g m-2) di fronda commerciabile 
 

 

 

 

 

 

"Autorizzazione alla divulgazione del presente lavoro, cortesemente concessa dal Dr. Zizzo G.V.e dal Dr. Fascella G.."