Confronto tra diversi SUBSTRATI nelLA COLTivazione DELLA GERBERA FUORI SUOLO
Zizzo G.V., Fascella G., Agnello S., Amico Roxas U.*, Sciortino A.*
Istituto Sperimentale per la Floricoltura - S.O.P. Palermo
*Dipartimento ACEP - Sezione Orticoltura e Floricoltura - Università di Palermo
Introduzione
La coltivazione della Gerbera (Gerbera jamesonii hybrida), nonostante venga praticata in Sicilia solo dai primi anni '80, ha assunto una importanza economica superiore a quella delle specie floricole tradizionali (rosa, garofano, gladiolo, etc.). Ciò è essenzialmente dovuto alle elevate produzioni per pianta, alla resa economica delle stesse ed all'epoca pressoché continua della produzione di fiori recisi, con conseguente aumento della superficie investita che si aggira intorno ai 100 ha.
L'interesse dei coltivatori per questa specie è stato così accentuato da orientare molte aziende verso la monocoltura, con i problemi che tale scelta comporta tra cui quello della "stanchezza del terreno". Ma le recenti disposizioni legislative comunitarie che hanno ridotto drasticamente le dosi dei fumiganti utilizzabili obbligano i floricoltori a ricercare soluzioni diverse da quelle finora adottate.
Già da alcuni anni i sistemi di allevamento senza suolo vengono utilizzati per ridurre sia l'impatto ambientale che i costi di produzione anche se, ancor oggi, non sono stati risolti tutti i problemi relativi ai substrati di coltivazione.
Le prove finora effettuate (Malorgio et al., 1994; Pisanu et al., 1994; Rea et al., 1999) hanno riguardato un limitato numero di substrati evidenziando come questi influenzino le risposte produttive, sia in termini quantitativi che qualitativi, in funzione di diverse variabili.
Considerate l’importanza e l’attualità dell’argomento, la Sezione di Palermo dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura ha avviato una ricerca finalizzata ad un’ulteriore valutazione della risposta di diversi substrati ed ammendanti nella coltivazione fuori suolo della gerbera in Sicilia.
Materiali e metodi
La ricerca è stata condotta a Palermo, presso l'azienda sperimentale Luparello, nel biennio 1996/97, in serra non riscaldata con copertura in PMMA.
Per la realizzazione dell’impianto sono stati impiegati vasi di PE, del diametro di 22 cm e della capacità di 6,5 litri, sostenuti da supporti metallici sagomati ad U capovolta al di sotto dei quali vi erano delle lastre di Vedril sagomate a canaletta
destinate alla raccolta dei percolati ed al loro convogliamento in un apposito recipiente, realizzando un sistema a ciclo chiuso ma senza ricircolo della soluzione.
Sono stati utilizzati quattro substrati inerti: argilla espansa, pomice, perlite e lapillo vulcanico, le cui caratteristiche fisico-chimiche sono riportate in tabella 1, da soli e miscelati a due ammendanti organici (torba bionda e vinacce esauste da distilleria, rapporto in volume 70:30).
E' stato adottato uno schema sperimentale di tipo fattoriale; ogni tesi, replicata tre volte, era costituita da 6 vasi, ciascuno dei quali conteneva una pianta, realizzando una densità di 4,27 piante/mq.
L'impianto è stato effettuato nella seconda decade di luglio del 1996, utilizzando piantine micropropagate allevate in vasetti di torba della cv. "Linda", a fiore rosa salmone.
Al momento dell’impianto è stata stesa, all’interno dell’apprestamento protettivo, una rete ombreggiante, che riduceva l’intensità luminosa del 70%, mantenuta fino alla prima decade di ottobre e ricollocata nella seconda decade di marzo sino al termine della prova.
La soluzione nutritiva, preparata sulla base delle caratteristiche chimiche dell'acqua di irrigazione e delle esigenze nutritive della specie, utilizzando due fertilizzanti idrosolubili (Flory 1 e 2), la cui composizione è riportata in tabella 2, è stata calibrata in modo da ottenere un pH intorno a 7 mentre i rapporti N:P:K ed i valori di conducibilità variavano in funzione dello stadio di sviluppo delle piante. Il rapporto fra i tre macroelementi è stato pari a 1:0.2:0.5, nei primi 60 giorni, per poi passare a 1:0.3:1.5 dall’entrata in produzione fino alla conclusione del ciclo produttivo; la conducibilità è variata da un valore di 1,8 mS/cm, relativamente alle prime fasi, ad uno di 2,5 mS/cm che è stato mantenuto sino alla fine della prova.
La distribuzione della soluzione nutritiva è stata effettuata attraverso un impianto irriguo con erogatori costituiti da spaghetti e sostenuti da astine, in grado di fornire 2 litri/ora/pianta.
Il volume di adacquamento giornaliero è stato suddiviso in un numero variabile di interventi (da 6 a 12) in funzione dell'andamento climatico stagionale.
Per la programmazione degli interventi fertirrigui è stata utilizzata una centrale elettronica Hiris/a della ATA S.r.l. con programmatore a 24 settori.
Sono stati rilevati, oltre all’andamento termico, parametri quali il numero complessivo di steli fiorali/pianta, l'altezza media degli steli ed il diametro dei capolini.
I dati bio-produttvi sono stati sottoposti all’analisi della varianza e le medie elaborate secondo il test di Duncan.
Risultati e discussione
Le temperature registrate all'interno dell'apprestamento protettivo non hanno influenzato negativamente lo sviluppo delle piante sia nella fase iniziale che durante l'intero ciclo colturale poiché le minime non sono scese al di sotto dei 9 °C e le massime non hanno superato i 40 °C (Fig.1).
Nel corso del ciclo colturale, sono state periodicamente eliminate le foglie secche ed effettuate delle irrigazioni con sola acqua onde evitare accumuli di sali, soprattutto nelle tesi che prevedevano l'utilizzo degli ammendanti organici. Chelati di ferro e magnesio sono stati somministrati ai primi sintomi di clorosi al fine di evitare pericolose microcarenze. Trattamenti antiparassitari preventivi hanno assicurato l’assenza di problemi fitosanitari.
Per quanto riguarda la produzione complessiva degli steli fiorali/pianta (Tab.3), la tesi che prevedeva l'impiego di argilla espansa ha fornito, in valore assoluto, il maggior numero di steli (19,9) senza, però, risultare statisticamente differente rispetto alle altre tesi. Nel confronto tra gli ammendanti, invece, il trattamento con torba ha consentito di ottenere una produzione di 19,4 steli fiorali/pianta, con circa 1,5 steli in più rispetto alle vinacce ed al controllo.
Gli steli più alti (48,5 cm) sono stati forniti dalla tesi che prevedeva l'utilizzo dell'argilla espansa (Tab.4), anche se non sono state evidenziate differenze significative tra i substrati ad eccezione del lapillo vulcanico che ha fornito gli steli più bassi. I due ammendanti hanno permesso di ottenere steli più alti, rispettivamente 48,3 e 47,8 cm, rispetto al controllo (46,9 cm), mentre l'interazione non ha prodotto alcun effetto di rilevante valore statistico.
Il più elevato diametro medio dei capolini (12,7 cm) è stato ottenuto nella tesi con argilla espansa (Tab.5), con lievi scostamenti registrati negli altri substrati messi a confronto. L'aggiunta degli ammendanti ai vari substrati non ha influito sulla dimensione dei capolini così come la loro interazione.
Conclusioni
Nel biennio di prova è emerso che, tra i substrati esaminati, da soli e con ammendanti, sussistono delle differenze poco apprezzabili che non hanno molto influito sugli aspetti quali-quantitativi della produzione.
Pertanto, nella scelta del substrato ideale, pur riconoscendo la validità dell’ammendante torba per la sua capacità di ritenzione idrica che garantisce un sufficiente tasso di umidità all’interno dell’apprestamento protettivo e, contemporaneamente, una riserva idrica utile alle piante in caso d’interruzione dell’erogazione di acqua, è preferibile orientarsi verso quei materiali di più facile reperibilità in loco (pomice e lapillo vulcanico) e di minor costo.
Malorgio F., Magnani G., Tognoni F., Casarotti D. 1994 - La gerbera su substrati artificiali: primi risultati produttivi. Colture Protette 1: 65-71.
Pisanu B., Leoni S., Carletti M.G. 1994 - Risultati di coltivazione della gerbera su diversi substrati inerti. L'informatore agrario 37: 69-72.
Rea E., Pierandrei F., Cantone P., Maletta M. 1999 – Contenuto degli elementi nutritivi in gerbera coltivata su substrato. Colture Protette 6: 71-75.
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|
Argilla espansa |
Pomice |
Perlite |
Lapillo vulcanico |
|
pH (H2O) |
6.9 |
6.8 |
7 |
6.8 |
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Densità (gr/cm3) |
0.5 |
0.6 |
0.1 |
1.1 |
|
Porosità (%) |
78.5 |
67.5 |
85.0 |
56.0 |
|
C.S.C. (meq/100 gr) |
0 |
12 |
1.5 |
0.6 |
|
Granulometria (cm) |
4-6 |
2-10 |
2-5 |
2-15 |
|
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Flory 1 |
Flory 2 |
|
N |
200 |
150 |
|
P2O5 |
50 |
50 |
|
K2O |
100 |
250 |
|
MgO |
20 |
20 |
|
Fe EDTA |
0.7 |
0.7 |
|
Mn EDTA |
0.5 |
0.5 |
|
Cu EDTA |
0.3 |
0.3 |
|
B |
0.2 |
0.2 |

Tab. 3 - Produzione complessiva di steli fiorali/pianta (n.)
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Ammendamento organico |
Substrato |
Media ammendante |
|||
|
Pomice |
Argilla espansa |
Lapillo vulcanico |
Perlite |
||
|
Controllo
|
16.3 a |
19.2 a |
16.2 a |
18.5 a |
17.5 b |
|
Vinaccia
|
17.8 a |
20.6 a |
17.5 a |
15.8 a |
17.9 b |
|
Torba
|
20.1 a |
20.0 a |
17.2 a |
20.3 a |
19.4 a |
|
Media substrati |
18.0 a |
19.9 a |
17.0 a |
18.2 a |
|
I valori contrassegnati da lettere diverse differiscono per P=0.05 (test di Duncan)
Tab. 4 - Lunghezza media degli steli fiorali (cm)
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Ammendamento organico |
Substrato |
Media ammendante |
|||
|
Pomice |
Argilla espansa |
Lapillo vulcanico |
Perlite |
||
|
Controllo
|
47.2 a |
48.3 a |
45.3 a |
46.7 a |
46.9 b |
|
Vinaccia
|
47.7 a |
49.1 a |
47.1 a |
49.1 a |
48.3 a |
|
Torba
|
43.4 a |
48.1 a |
47.3 a |
48.4 a |
47.8 a |
|
Media substrati |
47.4 ab |
48.5 a |
46.6 b |
48.0 a |
|
I valori contrassegnati da lettere diverse differiscono per P=0.05 (test di Duncan)
Tab. 5 - Diametro medio dei capolini (cm)
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Ammendamento organico |
Substrato |
Media ammendante |
|||
|
Pomice |
Argilla espansa |
Lapillo vulcanico |
Perlite |
||
|
Controllo
|
12.3 a |
12.6 a |
12.4 a |
12.2 a |
12.4 a |
|
Vinaccia
|
12.5 a |
12.6 a |
12.5 a |
12.5 a |
12.5 a |
|
Torba
|
12.5 a |
12.8 a |
12.6 a |
12.5 a |
12.6 a |
|
Media substrati |
12.4 b |
12.7 a |
12.5 ab |
12.4 b |
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I valori contrassegnati da lettere diverse differiscono per P=0.05 (test di Duncan)
"Autorizzazione alla divulgazione del presente lavoro, cortesemente concessa dal Dr. Zizzo G.V.e dal Dr. Fascella G.."