Flortecnica (informazione nel florovivaismo) 6 2003 Fronda recisa
Aspetti tecnici della coltivazione di nuove specie da fronda recisa: esperienze dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura
Cervelli C., Zizzo G.V., Dalla Guda C., Burchi G., Farina E., Paterniani T., Bianchirà C.
Le coltivazioni da fronda ornamentale hanno assunto nell'ultimo decennio un'importanza crescente nel panorama floricolo italiano e soprattutto in Liguria, la cui superficie coltivata a fronde (2.125,2 ha nel 1999 dati ISTAT) rappresenta circa Ì'85% del totale nazionale (circa il 74% escludedo mimosa e ginestra). Lo sviluppo riguarda fronde fiorite, verdi, con frutto e le foglie; questi tre ultime tipologie di prodotto interessano complessivamente una superficie coltivata che è più di un 1/3 del totale (circa 950 ha nel 1999).
Le specie tradizionali da fronda coltvate da decenni (es. Asparagus plumosus e sprengeri, alcuni tipi di Euca/yptus) mostrano da tempo evidenti segni di declino. Il cambio nei gusti dei consumatori e l'apertura di nuovi mercati hanno portato da una ventina d'anni a un incremento della diversificazione produttiva, determinando la presenza attuale di un campionario composto dapiù di un centinaio di generi disponibili. Alcuni di essi hanno avuto grande successo, incrementando i volumi trattati e conquistando nuovi mercati (vedasi il caso del Pittosporum tenuifolium 'Silver Queen'); molti prodotti che anche soltanto dieci anni fa non esistevano hanno trovato una propria solida collocazione commerciale. La possibilità di un'innovazione produttiva dipende, oltre che da fattori economici (rapporto domanda offerta), anche dall'adattabilità del germoplasma introdotto alle condizioni pedoclimatiche della zona di coltivazione e dallo sviluppo di opportuni protocolli di propagazione e coltivazione idonei a fornire adeguati livelli quanti qualitativi delle produzioni. L'introduzione di una nuova specie è perciò condizionata dalla doppia incognita della accettazione da parte del mercato e dalla conoscenza della tecnica produttiva: questi due fattori sono strettamente legati nel determinare la remuneratività della coltura ma è l'aspetto tecnico che necessita di tempi più lunghi per potersi compiutamente sviluppare. Per tale motivo l'Istituto Sperimentale per la Floricoltura conduce in modo continuativo da circa dieci anni una serie di ricerche volte a studiare aspetti tecnici di nuove specie da fronda, con l'intento di individuare e risolvere problemi propagativi e colturali che possano limitare la produttività delle colture. Alcune delle specie oggetto di studio, che inizialmente avevano limitata importanza commerciale, hanno incontrato negli ultimi 4 6 anni il favore degli operatori del settore; a essi è ora possibile fornire precise informazioni tecniche che, su specie di recente introduzione, sarebbero quasi sempre mancanti al momento opportuno se una sorta di "scommessa sul futuro" non fosse stata effettuata precedentemente in assenza di un puro e semplice calcolo economico. Sulla coltivazione di tali specie vengono descritti sinteticamente in questo articolo i risultati ottenuti presso l'ISF. che riguardano anche l'adattamento a differenti aree climatiche e ambienti produttivi (per maggiori informazioni su alcune delle specie trattate, si rimanda agli articoli riportati in bibliografia}. Sono qui riportate, inoltre, informazioni su diverse novità su cui l'ISF da poco tempo ha iniziato a lavorare con la stessa ottica sopra descritta; alcune specie hanno già destato interesse negli operatori, altre sono praticamente sconosciute faimeno come utilizzo da fronda) e costituiscono pertanto delle "proposte" da valutare commercialmente.
Generalità sulla coltivazione delle fronde
Prima di entrare nei dettaglio è bene ricordare alcune norme generali per ottenere risultati ottimali nella coltivazione di specie da fronda. Eventuali esigenze particolari riscontrate da determinate specie sono riportate nella specifica descrizione.
Va effettuata prima della piantagione un'adeguata lavorazione del terreno, a una profondità confrontabile con quella di penetrazione dell'apparato radicale (max 80 cm per piante arboree), interrando concimi fosfatici e potassici nel suolo e sostanza organica ben umificata (es. 30 g/m2 di P2O5 60 g/m2 di K2O, 10 Kg/m2 di sostanza organica). Un impianto di irrigazione a goccia o a microspruzzo permette una maggiore efficienza dell'utilizzo dell'acqua rispetto a sistemi a scorrimento o manuali. Tale impianto può essere anche sfruttato per somministrare fertirrigazioni (rapporto indicativo N:P.7O5:K20 3:1:2; concentrazione 1,5 2 g/1) in modo periodico (una volta ogni 30 giorni nel periodo estivo, meno frequente in altri periodi). Una concimazione organica solida di copertura va effettuata annualmente dopo il primo anno dalla piantagione, prima della ripresa vegetativa della pianta. Per evitare problemi di erbe infestanti o consentire l'accesso al terreno anche dopo una pioggia, è opportuno impiegare la pacciamatura; ciò consente anche di ridurre i consumi idrici se viene utilizzato materiale plastico. Riguardo alle modalità di raccolta, su specie in pien'aria a accrescimento lento o sensibili al freddo o coltivate in terreni poco idonei, un taglio drastico della vegetazione sottopone la pianta a uno stress da cui può non riprendersi l'anno successivo.
SPECIE AFFERMATE SUL MERCATO
Viburnutn opulus (fam. Lonice raceae)
E' una specie arbustiva a foglie caduche di origine prevalentemente europea, con un areale che si estende dal Nord Africa fino alla Siberia. E' caratterizzato da un forte sviluppo vegetativo con formazione, in primavera, di vigorosi nuovi rami che porteranno nell'anno successivo infiorescenze planari con fiori esterni sterili bianco giallastri dotati di grossi petali e con piccoli fiori fertili centrali. La fioritura è in maggio giugno. E' una specie molto resistente al freddo, tollerando fino a 30 °C.
La varietà più conosciuta è la 'Sterile', detta comunemente "Palla di neve" in quanto tutti i fiori sono sterili e dotati di larghi petali, dando all'infiorescenza una forma globulare. La pianta con l'habitus invernale rimane quiescente fino almeno alla fine di gennaio, periodo dopo il quale le gemme cominciano a ingrossarsi. La fioritura avviene in un unico flusso prettamente primaverile, in aprile nelle zone basse climaticamente più favorite, spostata verso Maggio nelle zone più fredde e a maggior altitudine. La piantagione, con materiale di 2 anni propagato per radicazione di talea, viene effettuata in genere in autunno in pien'aria. Il sesto d'impianto è di 1,5 m di distanza sulla fila e altrettanto tra le file. E' consigliabile all'impianto una concimazione azotata di fondo con stallatico e interventi con concime ternario equilibrato (ad es. concime granulare 15:15:15} in primavera e a fine estate per le piante in coltivazione. In autunno si può procedere a una fertilizzazione organica (stallatico e/o cornunghia) con distribuzione al piede della pianta. Per anticipare la fioritura la pianta può essere sottoposta a forzatura utilizzando tunnel temporanei con copertura in PE. Con circa due mesi di forzatura (gennaio febbraio), si ottiene agli inizi di marzo un prodotto fiorito di ottima qualità e un po' meno legnoso di quello ottenuto in pien'aria. La potatura della pianta avviene a fine raccolta, lasciando 1 2 nodi sui rami che hanno fornito i! prodotto fiorito, ed eliminando in toto i rami deboli o vecchi. Numerosi getti vegetativi ripartono sui rami potati o direttamente dalla base della pianta. Su impianti a regime e in pien'aria, con piante di 4 5 anni, la resa è circa 1 1,5 Kg/pianta, corrispondenti a circa 10 15 steli pianta. Gli steli commercializzati, di lunghezza compresa tra 40 e 100 cm, portano ciascuno da 2 a 4 coppie di infiorescenze e vengono confezionati in mazzi da V2 chilo o composti da 10 steli.
Viburnum tinus (fam. Loniceraceae)
E' un arbusto sempreverde originario dell'area mediterranea che, in crescita libera, può raggiungere 3 5 metri di altezza; ha foglie di 3 10 cm di lunghezza, lucide e di colore verde scuro nella pagina superiore; i fiori sono disposti in infiorescenze ombrelliformi terminali, piatte, dense e profumate, di 5 10 crn di diametro; i fiori sono minuti (5 9 mm di diametro), con corolla esternamente rosa, internamente bianca. La fioritura può protrarsi a lungo, da novembre fino a tarda primavera. La maturazione dei frutti (di color nero bluastro metallico a maturità) si completa alla fine dell'estate. E' una specie rustica, in quanto sopporta temperature fino a 10 °C e non teme la siccità.
La specie è idonea alla produzione di rami fioriti o con frutti; nelle zone a clima mite le infiorescenze, in vari stadi di sviluppo, sono presenti per lunghi periodi, con una punta massima nel periodo invernale (gennaio marzo) e con un minimo in estate, quando la pianta lignifica la nuova vegetazione e comincia a maturare i frutti. La propagazione per talea è effettuata generalmente dalla tarda primavera in poi. Come per tutti i Viburni sempreverdi, è consigliabile effettuare i nuovi impianti di pien'aria in primavera, con piante di almeno un anno, su terreni preferibilmente freschi e ricchi in humus, provvisti comunque di buon drenaggio. Il sesto di impianto prevede una distanza tra le piante di 1,5 m sulla fila e altrettanto tra le file; la concimazione è simile a quella effettuata per V opulus. La raccolta delle fronde fiorite è incentrata nei mesi invernali e primaverili; quella delle fronde con bacche in tardo autunno. La potatura viene effettuata durante la raccolta degli steli; una leggera potatura di formazione viene effettuata in primavera per meglio impalcare la pianta.
La pianta teme i ristagni idrici che possono favorire l'insorgere di particolari fitopatie.
La resa di coltivazioni in pien'aria e in piena terra, su piante di tre anni, è di 30 40 steli/pianta, di lunghezza compresa tra 40 e 100 cm. Gli steli vengono commercializzati a peso in confezioni da l/2 Kg oppure a stelo, in mazzi da 10 steli.
Di questa specie esistono alcune varietà:
'Macrophylla'
Rappresenta il tipo più diffuso e apprezzato per la produzione di fronda fiorita; è adatto anche alla produzione di fronda con bacche. Questa cultivar è caratterizzata dalla presenza di foglie e infiorescenze di maggiori dimensioni rispetto alla specie. Lo sviluppo vegetativo è più contenuto ma i rami a fiore prodotti sono più robusti e caratterizzati da un portamento eretto, sono poco ramificati e portano infiorescenze appariscenti. Inizia a produrre da Novembre, è in piena fioritura in Gennaio Febbraio. La resa di piante di 4 5 anni di età, in pien'aria, è sui 2,5 3 Kg/ pianta di fronda fiorita (circa 30 steli).
"Ève Price".
Selezione con foglie di dimensioni ridotte e con aspetto compatto, è caratterizzata da infiorescenze ricche e infruttescenze dense e persistenti. Adatta alla produzione di fronda recisa fiorita e particolarmente di fronda con bacca, è abbastanza diffusa in coltivazioni di pien'aria in zone marginali. "Roseum" ("Compactum") E' un Viburno a sviluppo molto ridotto, caratterizzato da ricche infiorescenze di fiori bianco rosati e infruttescenze compatte. L'infiorescenza chiusa ha colore rosa intenso. Il periodo di massima fioritura nella Riviera Ligure è in Febbraio. "Variegatum"
A crescita lenta, è caratterizzato dalla presenza sulle foglie di un ampio margine di colore panna di alto valore ornamentale. Il periodo di massima fioritura nella Riviera Ligure si ha in Febbraio Marzo, tardivamente rispetto alle altre varietà. L'allegagione è scarsa e le bacche raramente giungono a maturazione. Il massimo valore ornamentale è raggiunto in pieno inverno, prima della fioritura.
Coccutus laurifolius (fam. Meni isperm aceae)
E' una specie originaria di una zona compresa tra l'Himalaia e il Giappone; ha portamento arbustivo o di un piccolo albero alto fino a 15 m; ha foglie oblungo lanceolate od ellittiche, lucide e di colore verde scuro, con tre evidenti nervature, con corto picciolo; i fiori sono insignificanti, verde giallastri, posti all'apice dei rami. I nuovi getti vengono emessi alla base dei rami adulti e la loro crescita termina con l'allungamento degli internodi; ripetendosi successivamente il ciclo di ramificazione, la pianta assume nel tempo un aspetto cespuglioso e solo negli anni sviluppa progressivamente un fusto.
La propagazione può essere effettuata facilmente da talee apicali o di nodo provenienti da getti maturi, utilizzando la nebulizzazione e, nella stagione fredda, il riscaldamento basale. Questa pianta sopporta anche alcuni gradi sotto zero (fino a 5, 6 °C) e può essere perciò coltivata all'aperto in molte aree floricole dell'Italia peninsulare e insulare; tuttavia in pieno sole la qualità del fogliame non è eccellente (colore troppo chiaro, consistenza coriacea, eccessivo sviluppo del legno) per cui è meglio coltivarla sotto rete ombreggiante. L'intensità di luce che consente di ottenere una buona qualità del fogliame e una rapida crescita, è di 30 50.00 lux; valori inferiori consentono ugualmente di ottenere una buona qualità del fogliame ma si riduce la crescita a causa della riduzione della fotosintesi. Pertanto il livello di ombreggiamento ottimale è di circa il 50% nel Centro Nord Italia, del 60 70% nel Sud. In zone ove la temperatura invernale scende sotto il minimo vitale la coltivazione va effettuata in serra (fredda); tuttavia un certo grado di protezione dagli effetti dannosi delle basse temperature e del vento è esercitata dalla presenza di strutture chiuse di ombreggio o, in grado minore, da frangivento. In serra la crescita è maggiore che in pien'aria, ma si possono avere eccessi termici in estate al Sud; in serra, la sola imbiancatura della copertura (in estate) assicura le condizioni ottimali di luce per la produzione al Centro Nord. La pianta non ha particolari esigenze di terreno. La coltivazione può essere effettuata con una densità di circa 1 pianta per m2.
La resa produttiva (in termini di peso degli steli raccolti) è di circa 1,5 kg per pianta (nelle condizioni ottimali di coltivazione) dopo circa un anno e mezzo dalla piantagione. Gli steli sono più pesanti e più spessi (per un maggiore sviluppo della parte legnosa), quando le piante sono coltivate senza ombreggiamento e in pien'aria.
SPECIE INTERESSANTI DI RECENTE INTRODUZIONE
Cyrtomfum falcatum (fam. Dryopteridaceae)
Detta comunemente "felce holly", è originaria della Cina, del Giappone e della Corea. Presenta un cespo centrale da cui emergono le nuove foglie, che hanno il picciolo ricoperto da scaglie brune di consistenza cartacea. Le fronde, lunghe anche oltre 90 cm presentano fino a più di 30 foglioline di consistenza cuoiosa, lucide, di colore verde scuro. Gli sporangi sono raggruppati in sori rotondi sulla pagina inferiore delle foglioline; la maturazione delie spore avviene dalla fine della primavera in poi.
La propagazione viene effettuata per spora; si ottengono in abbondanza piantine da trapiantare nel terreno dopo 6 8 mesi della "semina". La pianta teme il gelo, cosicché è bene coltivarla in serra in zone ove le temperature scendono sotto zero, mantenendo un minimo di 5 °C per una migliore conservazione delle piante e ripresa vegetativa in primavera. La pianta comincia a crescere sopra i 10 °C. Per evitare alle foglie scottature, colorazioni troppo chiare ed eccessiva consistenza è bene non superare in coltivazione intensità luminose di 30.000 lux; si possono utilizzare in serra reti al 50 7,0%, eventualmente integrate dall'imbiancatura dei vetri in estate. Una riduzione eccessiva d'intensità luminosa diminuisce la crescita della pianta e le dimensioni delle foglie. Prima della fine del primo anno di coltivazione le piante formano abbondanti spore, ma il problema viene ridotto notevolmente da una continua raccolta delle foglie. Dopo l'inizio della raccolta, le dimensioni delle nuove foglie tendono a diminuire. Questa pianta è sensibile, come in genere lo sono le felci, alla salinità. Nelle fertirrigazioni è bene non superare concentrazìoni di 1 g/1. Rispetto a molte altre felci questa specie è invece poco esigente per il substrato, sebbene la pianta si avvantaggi di un'abbondante presenza di sostanza organica. La densità di piantagione è di 16 25 piante per m2. Le rese, con una densità di 16 piante/ m2, sono di circa 200 foglie/m Vanno.
Ruscus hypoglossum (fam. Li/iacea e)
E' detto comunemente "Ruscus garden" o "Bislingua". Questa specie è originaria dell'Europa meridionale e dell'Asia Minore, è una pianta cespitosa sempreverde, con rizomi striscianti, alta da 40 a 60 cm, con fusti rigidi, semplici e cladofilli coriacei, ellittici, non pungenti, di 5x10 15 cm; i fiori sono piccoli, dioici, riuniti in fascetti di 3 6 al centro dei cladodi; fiorisce nel periodo autunnale e invernale; i peduncoli dei fiori sono lunghi 6 11 mm, i tepali verdastri 5 mm; la bacca è di colore rosso vivo, subsferica (10 15 mm), contenente da 1 a 2 semi. Allo stato spontaneo, in molte regioni è una specie protetta, soggetta a limitazioni nella raccolta. Tipica delle zone fresche e ombreggiate, necessita di suoli profondi, sciolti, non tollera elevate temperature; l'emissione dei nuovi germogli (o turioni) inizia a metà autunno e si protrae fino all'inizio della primavera. E' utilizzata come specie da siepe o bordura nell'arredamento dei giardini, rna anche per scopi alimentari (turioni). Viene utilizzata come fronda recisa per la sua lunga durata in vaso, per la sua consistenza e per il valore ornamentale degli steli.
Gran parte del materiale vegetale disponibile per il mercato italiano proviene da Israele, anche se questa specie è talvolta coltivata anche in Italia.
In Sicilia sono state condotte alcune prove di coltivazione, sia in pien'aria
con rete ombreggiante al 70 % che in serra in coltura fuori suolo. Per l'impianto, si utilizzano i rizomi ottenuti per divisione di cespo e messi a dimora in autunno a una densità di 4 5 piante/m2. Il terreno deve essere mantenuto costantemente fresco, le piante non necessitano di sostegni e temono attacchi di lumache. La produzione ha inizio 6 mesi dopo l'impianto e, trattandosi di una specie poliennale, raggiunge valori via via crescenti grazie all'elevata capacità di accestimento delle piante. Dopo un anno di coltivazione sono stati ottenuti oltre 60 steli/pianta nella coltura in piena terra e circa 40 steli/pianta per quella in fuori suolo, con altezze medie intorno ai 50 cm. Gli steli recisi vengono confezionati a peso (250 500 g) o a stelo (decina) e sono suddivisi in due categorie di scelta (Extra e Prima}.
Cotoneaster lacteus (fam. Rosacea e)
II genere Cotoneaster comprende moltissime specie, tutte arbustive, delle quali solo una ridotta parte sono a foglia persistente; una di queste è il Cotoneaster lacteus che, insieme al più conosciuto C. pannosus, viene utilizzato come fronda recisa con frutto. Il C. lacteus è originario della Cina e, rispetto al C. pannosus, ha foglie molto più grandi, infruttescenze pendule e più voluminose; la fioritura avviene in primavera; i frutti maturano in autunno e permangono sulla pianta per buona parte dell'inverno, cosicché il prodotto trova apprezzamento nel periodo natalizio. Il carico di frutti fa sì che le branche, al momento della fruttificazione, si presentino in genere arcuate verso il basso, con alcuni nuovi getti vegetativi assurgenti inseriti sul tratto sommitale dell'arco.
La propagazione può avvenire per seme o per talea, ma la seconda permette di ottenere individui con caratteristiche identiche alla pianta madre. La fioritura delle piante da seme si ha al terzo anno. Le talee, di tipo semilegnoso, devono essere prelevate alla fine dell'estate dalla parte apicale dei rami; sotto nebulizzazione, la radicazione si ha in 40 50 giorni. Le talee radicate, dopo un'anno circa di crescita in contenitore, possono essere piantate in piena terra, con una densità di circa 1 pianta ogni 3 metri quadrati.
Questa specie si adatta a terreni molto differenti e sopporta anche una esposizione poco soleggiata. L'attività vegetativa e la fruttificazione della pianta vengono regolate al momento della raccolta. Va asportato solo il materiale da commercializzare (ossia !a parte apicale del ramo, in genere con lunghezze comprese tra 30 e 70 cm}, tagliando vicino al punto in cui le branche si piegano verso il basso e lasciando in gran parte intatti i getti vegetativi inseriti sulla parte inferiore della branca; l'anno successivo buona parte di questi getti daranno origine ad altro materiale da raccogliere. Una potatura drastica dopo la raccolta da origine invece a una produzione di soli rami vegetativi. La possibilità di raccogliere ogni anno, costituisce una rimarchevole differenza rispetto al C. pannnosus (raccolta ogni due anni); quest'ultima specie presenta inoltre nuovi getti vegetativi molto più numerosi che costringono spesso a un lavoro gravoso di lavorazione in magazzino del prodotto commercializzato.
La quantità di materiale raccolto si aggira sui 3 6 kg per pianta, con riferimento a piante di pochi anni di età.
Myrtus communi* forma /etico carpa (fam. Myrtaceae)
II mirto (Myrtus communis) presenta usualmente la bacca di colore nero bluastro, lucida. Tuttavia in alcune aree meridionali cresce spontanea una forma di mirto caratterizzato dalla bacca di colore bianco crema. Il colore delle bacca contrasta bene col verde scuro del fogliame. Spesso le piante con bacca bianca hanno una vigoria maggiore di quelle a bacca nera e un portamento più arborescente. In prove di colorazione delle fronde col metodo per assorbimento, il colore si è distribuito quasi esclusivamente sul fogliame, accentuando il suo contrasto con la bacca rimasta quasi del tutto bianca. Presso l'ISF, sono stati selezionati da uno degli autori (Cervelli) alcuni cloni di mirto bianco che si differenziano per la vigoria e la dimensione della bacca.
Fabiana Embricata (fam. Solanaceae)
La Fabiana non rappresenta sul mercato italiano una novità, essendo conosciuta come specie da fronda recisa da almeno dieci anni. Tuttavia questa specie suscita attualmente un discreto interesse in Sicilia, ove il mercato delle fronde è stato molto limitato finora, ma che negli ultimi anni ha mostrato una attiva evoluzione. Riportiamo perciò alcune informazioni anche su questa specie.
Il genere Fabiana comprende una ventina di specie originarie delle Ande, dalla Bolivia al Cile. La Fabiana im bricata è un arbusto sempreverde di 1 2 m di altezza, con fusto ramificato e con foglie verdi, piccole, imbricate, quasi scagliose, con aspetto ericoide. I fiori sono piccoli, bianchi, numerosi, terminali o laterali, con corolla campanulato tubuiare. Sono note due varietà: 'Prostrata', di taglia nana e con fiori malva pallido, e 'Violacea', con fiori coler malva intenso. Predilige terreni sabbiosi e l'esposizione in pieno sole. Si adatta bene al clima mediterraneo e ha una certa resistenza freddo (almeno fino a 5°C). Soffre la siccità e pertanto necessita' di abbondanti irrigazioni. Viene coltivata in vaso o a terra e necessita di potature (asportazione di rami secondari senza gemme a fiore) per favorire una buona impalcatura delle piante. La produzione consiste sia in fronde verdi sia in fronde fiorite, che vengono confezionate per la commercializzazione in mazzi da 10 steli di diverse categorie di lunghezza (da 25 a 100 cm). Per la sua abbondante fioritura, la Fabiana può essere utilizzata anche come pianta da giardino o per la formazione di aiuole. Prove di produzione di talee, di tecnica colturale e di conservazione post raccolta sono state effettuate a Pescia. Una buona radicazione (85%) si ha nel periodo febbraio maggio con talee prelevate da piante sotto ombralo, mentre nel periodo giugno ottobre buoni risultati (75% di radicazione) si ottengono con talee di ogni tipo. La produzione risulta più elevata in piante allevate in pieno sole (circa 14 steli/pianta/anno); con l'ombreggiamento si ottiene una maggiore quantità di scarto, ma gli steli commerciabili possono essere di maggiore dimensione e peso: la presenza della rete ombreggiante tende anche a migliorare la sopravvivenza delle piante in inverno. Gli steli conservati in acqua mostrano una durata superiore ai 20 giorni; risultati simili si ottengono con simulazioni di trasporto post raccolta (24-48 ore in busta e successiva messa in acqua degli steli). Infine, la conservazione in cella frigorifera (3 4 °C) permette un'ottima conservazione per circa due mesi.
novità
Pteris tremula(fam. Pteridaceae)
E' una felce originaria dell'Australia e della Nuova Zelanda, con fronde di colore verde brillante lunghe fino a 120 cm e suddivise 3 4 volte in segmenti allungati, di colore verde brillante; i piccioli sono lucidi, eretti, di colore castagno. Le fronde sono prodotte da un cespo centrale. Le spore, formate in sori disposti sotto i margini fogliari, si formano in genere d'estate, talvolta anche in inverno nelle piante in serra. La pianta sopravvive al l'aperto solo in zone dove la tempera tura minima non scende sotto lo zero La riproduzione per spora è facile ottenersi e avviene talvolta spontaneamente in ambiente di serra. Le spore vanno distribuite su substrato torbose o fortemente organico, mantenendc l'ambiente a elevata umidità relative (90 100%), a una intensità luminosa di poche migliaia di lux. a una temperatura di 22 24 °C (dopo la comparsa dei protalli la temperatura può essere abbassata a 18 20 °C). Con una "semina" delle spore a metà luglio i protalli cominciano a diventare visibili dopo 1 1,5 mesi; dopo circa 5 mesi le piantine con foglie sono pronte per essere trapiantate. La piantagione va effettuata in serra in substrato fortemente organico, a una densità di 11 16 piante/m2. La concimazione si può effettuare con 30 g/m2 di concime ternario equilibrato distribuito mensilmente sulla superficie del substrato. Va mantenuta una temperatura minima di circa 10 °C affinchè le piante rimangano in vegetazione; a temperature inferiori la pianta non cresce ma non subisce danni fino a O °C. L'intensità luminosa massima va regolata intorno ai 25.000 lux. L'accrescimento è rapido nel periodo caldo e la raccolta delle fronde può cominciare 1 2 mesi dopo la piantagione. In un anno si raccolgono 35 50 fronde per pianta, di dimensioni comprese tra 15 e 80 crn. Nel semestre primaverile estivo il numero di fronde raccolte è più che doppio di quello ottenuto nel semestre più freddo. La continua raccolta di fronda impedisce la formazione delle spore. La durata in vaso delle fronde arriva ai 25 30 giorni, eccetto per quelle di dimensioni piccole che hanno una conservabilità più ridotta. La pianta non presenta problemi patologici di particolare rilevanza.
Homalocladìum platycladum (fam. Polygonaceae)
E: anche noto come Muehlenbeckia pìatyclados ed è detta "Cespuglio nastriforme" o "Pianta tenia"; è originaria delle Isole Salomone. E' un arbusto eretto con rami .e steli nastriformi, larghi fino a 20 mm; le foglie sono piccole, lanceolate, lunghe da 1,5 a 6 cm e cadono con l'approssimarsi della fioritura; i fiori sono piccoli, chiari, disposti alternatamente in gruppi sessili. I frutti sono piccoli, rosati e, con la maturità, virano verso il rosso porpora.
Questa specie necessita di molta luce ma una eccessiva intensità luminosa è dannosa. La temperatura ottimale si aggira intono ai 15 16 °C. Predilige terreni sciolti, non molto ricchi di azoto e dotati di magnesio e ferro. La propagazione si effettua soprattutto mediante radicazione di talee apicali o di ramo in primavera, ma è possibile anche la riproduzione per seme in autunno in bancali con riscaldamento basale.
Fra le piante ornamentali di recente introduzione, rappresenta una specie di particolare interesse soprattutto negli ambienti meridionali caratterizzati da temperature medie che non scendono sotto i 10 °C durante i mesi invernali. E' una specie che, allevata in pien'aria o in serra fredda sotto rete ombreggiante al 70%, con investimenti unitari di 0.5 piante/m2, fornisce steli qualitativamente di pregio con produzioni di oltre 100 steli/m2 sin dal 1° anno di coltivazione. L'Homalocìa dium sì presta anche a essere allevato in coltura fuori suolo e riesce a fornire fronda di oltre 80 cm di lunghezza quando viene utilizzata la pomice come substrato. Se si effettua una raccolta continua può fornire fronda verde tutto l'anno, ma le maggiori produzioni si ottengono nel periodo primavera estate. Si può coltivare senza far ricorso a trattamenti antiparassitari poiché non viene attaccato dalla maggior parte dei parassiti, tranne che sporadicamente dall'oidio.
Mitrraya paniculata (fam. Ruta ceae)
II genere Murraya comprende quattro specie arbustive o arboree, originarie delle zone tropicali dell'Asia e dell'Australia. Il nome ricorda Johann Andreas Murray (1740 1791), botanico svedese allievo di Linneo. La Murraya paniculata è un arbusto sempreverde, che può raggiungere i 4 5 metri di altezza, con foglie lucide, composte, alterne, imparipennate, con 9 11 foglioline obovate di 5 7 cm. I fiori sono bianchi, campanulati, riuniti in racemi, molto profumati. In Sicilia fiorisce più volte Tanno a cominciare da maggio, per terminare a fine ottobre. I frutti sono ovali, piccoli (1,5 cm}, prima verdi e poi giallo arancio e formano, sulla pianta, un piacevole contrasto con gli ultimi fiori prodotti. Il legno è giallo, leggero e dalla corteccia si ricava un cosmetico molto apprezzato. Preferisce il pieno sole al riparo dai venti, necessita di terreno leggero o ben drenato e ricco di sostanza organica, con irrigazioni regolari durante tutto l'anno. La propagazione avviene per seme (ogni frutto ne contiene 2), in primavera o in autunno, disponendo i semi in contenitori alveolari con un terriccio costituito dal 50% di sabbia e 50% di torba, utilizzando il riscaldamento basale (22 °C). Si può propagare anche per talea legnosa con due nodi, in bancali riscaldati, mantenendo l'umidità al 70 80%. Le piantine ottenute dalle semine primaverili possono fiorire entro l'anno raggiungendo l'altezza di oltre 30 cm. La Murraya è coltivata per vaso ornamentale (tollera bene continue cimature per raggiungere l'effetto estetico desiderato), ma si presta a essere utilizzata anche come fronda recisa per la bellezza degli steli, che presentano un elemento di ulteriore pregio con la presenza dei profumati fiori bianchi. Gli impianti si possono effettuare tutto l'anno in pien'aria a una densità di 2 piante/m2 in file semplici e senza alcun sostegno. La produzione comincia a un anno dall'impianto e con una qualità degli steli progressivamente migliore, grazie alla continua crescita dell'apparato radicale. Una buona concimazione misto organica facilita sia lo sviluppo aereo che quello radicale. Gli steli recisi vengono tagliati a 60 80 cm e hanno una durata in vaso di oltre dieci giorni; vengono confezionati in mazzi da 10 unità e mantenuti in frigo a 10°C. Le piante di Murraya vengono attaccate da molti parassiti degli agrumi, pertanto, ai fine di ottenere fronde di qualità, è necessario intervenire preventivamente con trattamenti mirati.
/resine herbstii 'Aurcorpticula ta' (fam. Amaranthaceae)
L'ìresine herbstii aureo reticulata Hort. è un arbusto eretto, originario del Sud America. Il suo nome, dal greco e;ros (lana) e syn (con), fa riferimento alla presenza di fiori e semi lanosi. Questa specie è da tempo nota come pianta ornamentale, presente nelle aiuole di molte ville antiche come arbusto sempreverde in terra o in vaso. Il valore ornamentale è dato dalle foglie bilobe, di colore verde, variamente macchiate e reticolate di giallo oro, e dagli steli, di colore rosso vivo. Queste caratteristiche estetiche, unite alla lunga durata degli steli post raccolta, la rendono interessante anche per la produzione di fronde recise. Di questa specie esistono anche altre due varietà: una è caratterizzata dal colore rosso vivo sia delle foglie che dello stelo, l'altra ha foglie cuoriformi di colore giallo oro, reticolate e steli rossi. In tutte, i fiori sono insignificanti, di colore paglierino, portati in infiorescenze terminali a pannocchia. La radicazione in vivo non comporta problemi di sorta, in quanto tutte le talee, di nodo o di cima, iniziano a emettere radici dopo circa 10 giorni, in tutte le varietà e in ogni stagione. La crescita è molto rapida, per cui partendo da piantine di 60 giorni di età si può raggiungere la produzione commerciale dopo altrettanti giorni dall'impianto. Le piante si mettono a dimora in serra in fila unica o binata a una densità di 1,5 2 piante/m2; non necessitano di una forte riduzione dell'intensità luminosa, è sufficiente porre una rete ombreggiante del 30 40%. La produzione è continua, con punte più elevate nel periodo compreso tra maggio giugno e settembre ottobre, raggiungendo sin dal primo anno d'impianto oltre 130 steli/pianta, per poi incrementare ulteriormente nel secondo anno. Si presta anche a essere coltivata in fuori suolo dove è possibile, a una densità di 16 piante/m2, raccogliere in un anno di coltivazione fino a 150 steli/m2. Gli steli vanno recisi al piede della pianta, lasciando non più di un nodo sotto il punto di taglio, e avendo cura di porli subito in acqua; vanno confezionati in mazzi da 20 unità e tenuti in frigo alla temperatura di 8 10 °C. Gli steli hanno una durata media di oltre 15 giorni nel periodo primaverile estivo mentre in autunno inverno possono durare oltre un mese e sono in grado di emettere radici nello stesso vaso. Durante la coltivazione non occorre nessun trattamento di difesa antiparassitaria. Questa specie soffre il gelo; nella zona di Sanremo le piante, dopo la raccolta autunnale, superano l'inverno senza problemi e tornano in piena produzione nella primavera successiva; a Pescia le piante in pien'aria muoiono quando le temperature scendono sotto
10 zero, in Sicilia continuano a vegetare tutto l'anno.
Pittosporum tenui/oliimi 'Ab botsbury Gold* (fanti. Pìttospora ceae)
11 Pittosporum tenuifolium è originario della Nuova Zelanda. Può essere coltivato come pianta da fronda recisa o anche da vaso, per la decorazione dei giardini nelle zone a clima mediterraneo. Tuttavia questa specie resiste anche a temperature di 8° 10 °C, se coltivato in posizioni ventilate e asciutte, mentre manifesta danni da gelo a 2° 5°C se la pianta è esposta a umidità elevata (i sintomi da freddo sono rappresentati dall'annerimento dei tessuti sottocorticali e delle foglie). La cv "Abbotsbury Gold" è un arbusto sempreverde, di 1.5 2,5 m di altezza e 1,2 2,0 m di diametro della chioma. I rami sono neri, il fogliame è di colore amaranto, talvolta più scuro da apparire quasi nero. Fiorisce solitamente in maggio o, comunque, tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate.
I fiori sono piccoli, singoli o in piccoli gruppi, di colore bruno porpora e hanno profumo di miele. I frutti sono delle piccole capsule di colore nero. Questa cultivar può essere coltivata sia in pieno sole che sotto forte ombreggiamento, in terreni preferibilmente sabbiosi ma anche leggermente argillosi. Sopporta anche l'aereosol salino e la siccità.
Per la propagazione possono essere utilizzate talee apicali prelevate a inizio primavera, che vengono messe a radicare sotto mist utilizzando un ormone radicante per talee legnose e adottando una temperatura basale di circa 18°C. I migliori risultati sono stati ottenuti impiegando un substrato di radicazione composto da torba (80%) e sabbia (20%), che ha permesso di ottenere il 40% di talee radicate. La crescita nelle fasi giovanili è rapida. Nelle nostre esperienze di coltivazione in pien'aria. partendo da piantine di 20 40 crn, a Sanremo le piante hanno raggiunto in tre anni 2 m di altezza e 1,5 m di diametro della chioma, mentre a Pescia hanno raggiunto in un anno 50 cm di altezza e 40 cm di diametro.
Osmanthus heterophyllus (fam. Oleaceae)
L'Osmanthus heterophyllus è una specie originaria dell'Asia sud orientale.
II suo nome, dal greco osme (odore) e anthos (fiore), fa riferimento alla fragranza dei suoi fiori. E' un arbusto sempreverde, eretto, di struttura compatta; le foglie sono opposte, di forma ellittico oblunga e di consistenza coriacea. La pianta può raggiungere i 2 m di altezza, ma la crescita è abbastanza lenta.
Diverse varietà sono state tenute in osservazione presso l'ISF; la più interessante è risultata la cv 'Goshiki', che presenta margini fogliari dentato spinosi, di colore verde brillante variegato in giallo oro. La foglia ricorda quella dell'agrifoglio variegato, con cui questa varietà viene spesso confusa; la colorazione è favorita da una piena esposizione al sole. I fiori sono tubulosi, piccoli, di colore bianco crema. I giovani germogli sono di colore rosa pallido.
Nelle prove di coltivazione effettuate a Sanremo e a Pescia, le piante hanno raggiunto in due anni 70 cm di altezza e 75 cm di diametro della chioma. Pur di crescita non veloce, la pianta ha evidenziato una notevole rusicità e una bassa richiesta di cure colturali. Sono state effettuate prove di propagazione che però non hanno fornito risultati eccellenti: il substrato composto da torba 80% e sabbia 20% ha permesso di ottenere i migliori risultati (45 % di radicazione) Sono stati osservati e valutati a Sanremo anche altri tipi di Osmanthus. La specie botanica O. heterophvllus presenta foglie di colore verde scuro con margini regolari o leggermente dentati e uno sviluppo della pianta superiore alla cv 'Goshìki', raggiungendo in due anni una altezza di 2 m e un diametro della chioma
di 1 m; tuttavia la radicazione ha dato risultati peggiori (intorno al 35%). L'O. purpureus presenta giovani germogli di colore porpora, successivamente cangiante in verde; le foglie adulte sono di colore verde scuro con margini fogliari regolari; lo sviluppo della pianta è minore rispetto all'O. heterophvllus (altezza 1,2 m, diametro della chioma 80 cm circa), la radicazione delle talee è ridotta (intorno al 20%). L'O. variegatus presenta le foglie di colore verde scuro, con variegature giallo chiaro lungo i margini fogliari; questi ultimi sono dentati e Io sviluppo della pianta è simile all'O. purpureus (altezza 1,2 m, diametro della chioma 60 cm circa); la radicazione è risultata intorno al 50%.
Olearia x scillionensis (fam. Asteraceae)
II genere Olearia (fam. Composite), comprende un centinaio di specie originarie dell'emisfero australe (Australia, Nuova Zelanda, Nuova Guinea). L'Olearia scilìionensis deriva da un incrocio interspecifico di incerta paternità (O. Virata x O. phìogopappa, oppure O. Qunniana x O. tirata). E' un arbusto sempreverde di forma arrotondata e con rami tomentosi, che può raggiungere anche 2 3 m di altezza. Le foglie sono alterne, lanceolate, di colore grigio verde. I fiori, riuniti in corimbi, sono di colore bianco: al momento della fioritura (fine inverno), la pianta appare praticamente ricoperta di piccole margherite. Proprio nel colore glauco delle foglie e nella abbondante fioritura consiste la novità e la principale attrattiva ornamentale di questa specie. La pianta è molto resistente, coltivabile all'aperto senza protezione. Nelle prove di coltivazione effettuate a Sanremo e a Pescia in pien'aria, le piante hanno raggiunto 2 m di altezza dopo due anni (a partire da piantine di 40 cm). mostrando al momento della fioritura un notevole effetto ornamentale. La pianta sembra abbastanza adattabile a differenti tipi di terreni. Nelle prove di propagazione in vivo, la percentuale di radicazione ha raggiunto l'85%; sfavorevole è risultato tuttavia l'utilizzo della perlite pura come substrato di radicazione (40% di talee radicate)
Pyracantha spp. (farri. Rosaceae)
Nel genere Pyracantha vengono comprese 7 specie e almeno una cinquantina di varietà. Questa pianta presenta fogliame persistente, presenza di robuste spine all'apice dei rami e frutti abbondanti di colore brillante (di colore giallo, arancio o rosso) che permangono sulla pianta da metà autunno a inverno inoltrato. Viene attualmente utilizzata quasi solo per arredo verde urbano e come pianta da giardino, in particolare per costituire siepi. Sporadico è invece l'impiego come fronda recisa con bacche, per i! quale vengono sfruttate le varietà già esistenti; in tale contesto il materiale vegetale utilizzato evidenzia alcuni difetti, tra cui soprattutto la presenza di peduncoli fruttiferi eccessivamente lunghi e deboli e la scarsa compattezza dei grappoli, risultandone un effetto estetico di limitato apprezzamento e una sensibilità ai danni meccanici durante la lavorazione in magazzino. E' stata perciò intrapresa una selezione su materiale da seme per ottenere individui con frutti addensati, con grappoli ben rivestenti il fusto e con poche ramificazioni vegetative laterali. Le piante da seme hanno cominciato a fruttificare al 3° anno. Le migliori linee selezionate da uno degli autori (Pater niani) sono risultate quattro, le cui caratteristiche sono riportate nella Tab. 1. Tale materiale, propagato per radicazione di talea, è in fase di prima valu tazione agronomica presso l'Istituto.
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Genotipo |
Caratteristiche principali |
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Linea 1 |
Fruttificazione abbondante, forma colonnare della fronda, bacca con diametro di circa 5 mm e di colore giallo (tendente all'arancio con la maturazione), |
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Linea 2 |
Come la linea 1, ma con bacca dal diametro di circa 7 mm di colore giallo e con fruttificazione più precoce |
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Linea 3 |
Fruttificazione molto abbondante, forma colonnare della fronda, bacca con diametro di circa 5 mm e di colore rosso vivo (tendente al cerise con la maturazione). |
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Linea 4 |
Come la linea 3, ma con bacca dal diametro rJi circa 7 mm |
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"Aurorizzazione alla divulgazione del presente lavoro cortesemente concessa
dal Dr. G.V. Zizzo."