Italus hortus - Voi. 10, supplemento al n. 4, luglio-agosto 2003

IMPIEGO DELLA ZEOLITE NELLA PRODUZIONE VIVAISTICA DELLA CAMELIA

Livia Martinetti

Dipartimento di Produzione Vegetale, Sezione Agronomia, Università di Milano

Riassunto. Negli anni 2001-2002, presso l'azienda Tecnoverde di Fondotoce (VB), sono state condotte due prove su Camellia japonica L. La prima, sulla cv 'California*, ha previ­sto: 3 tipi di substrato, rappresentati dal testimone (90% torba bionda, 10% perlite, v/v) e dai miscugli tra esso e il 10 e 20% di zeolite (v/v); due livelli di concimazione di base con un concime a lenta cessione (8/9 mesi) a titolo 15:9:9 + 2 MgO (O e 1 kg/m3); 3 frequenze di fertirrigazione con il con­cime a titolo 20:20:20 allo 0,5% (alla frequenza aziendale, ad 1/3 di questa, nessuna).

Nella II prova, sulla cv 'Charles Cobb', la concimazione di base è stata prevista per tutti i substrati e si sono modificate le percentuali di zeolite (O, 2,5% e 5% v/v). Le frequen­ze di fertirrigazione sono state: quella aziendale, 1/2 di que­sta, nessuna. Lo schema sperimentale è stato a parcella suddivisa, con tre blocchi e 5 ripetizioni nella prima prova, 4 nella seconda. È emerso il positivo effetto della concimazione di base, mentre è risultato opportuno ridurre l'entità delle fertirrigazioni. Nel complesso, le piante non hanno beneficiato della presenza di zeolite, probabilmente a causa della riduzione di macroporosità e della maggiore ritenzione idrica determina­te dal silicato.

Parole chiave: Camellia japonica L., zeolite, vivaismo floricolo.

USE OF ZEOLITE IN THE NURSERY PRODUCTION OF CAMELLIA

Abstract. In thè years 2001-2002, at thè farm Tecnoverde in Fondotoce (VB), two trials on Camellia japonica L. were carried out. In thè first one, with cv 'California', we tested: 3 substrates, represented by thè control (90% peat, 10% perlite, v/v) and thè mixtures of thè control and 10 or 20% zeolite (v/v); two rates of medium fertilization with a slow release fertilizer (8/9 months), title 15:9:9 + 2 MgO (O and 1 kg/m3); 3 frequencies of fertirrigation with a 20:20:20 fertil­izer at 0.5% (thè usuai frequency, 1/3, none).

In thè second trial, with cv 'Charles Cobb', we fertilized ali thè substrates, which differed only for thè percentage of zeolite (O, 2.5 and 5%, v/v); thè fertirrigations were at thè usuai frequency, at 1/2, none. We realized a split-plot design with 3 blocks and 5 replicates in thè first trial, 4 in thè sec­ond one.

The positive effect of thè medium fertilization arose, while reduction of fertirrigation was advisable. Generally, zeolite didn't promote thè plant growth, probably in conse-quence of thè macroporosity reduction and thè higher water retention.

Key-words: Camellia japonica L., zeolite, ornamentai nursery production.

1. Introduzione
Nel settore florovivaistico la scelta del substrato riveste importanza determi­nante nella riuscita della coltura. La tor­ba è il materiale universalmente impiegato, da sola o in miscugli, per le ben note proprietà chimico-fisiche (Lenzi et al., 2001).

Le zeoliti, tectosilicati molto diffusi in Italia, presentano interessanti proprie­tà chimico-fìsiche, che le rendono idonee all'impiego anche nella coltivazione in contenitore. Esse, infatti, possiedono elevata capacità di scambio cationico e spiccate proprietà adsorbenti, per cui ri­ducono le perdite di elementi nutritivi in seguito al dilavamento del substrato. In particolare, esse fissano e successivamente cedono gradualmente ioni, quali il potassico e l'ammonico e rendono più facilmente disponibile per le piante il fo­sforo del terreno; inoltre, presentano un'elevata capacità di assorbimento dell'acqua (Crosa et al., 1997; Passaglia et al, 1996).

L'impiego delle zeoìiti nei substrati di coltura è relativamente diffuso all'e­stero (Barbarick et al., 1984; Allen et ai, 1998), mentre è pressoché sconosciuto in Italia, nonostante diverse sperimentazioni abbiano evidenziato i benefìci conseguibili (Accati et al., 1993; Bazzocchi et al, 1996; Crosa et al, 1998; Volterrani et al., 1999), sia in termini di crescita delle colture, sia di riduzione delle ne­cessità di concimazione.

Scopo della presente prova è stato valutare la possibilità di impiegare la zeolite nella preparazione del substrato colturale della camelia, specie notoria­mente esigente dal punto di vista pedologico, in interazione con differenti livelli di concimazione.

2. Materiali e metodi

Presso l'azienda florovivaistica Tec­noverde di Fondotoce (VB), in una serra in acciaio e vetro, sono state effettuate due prove su Camellia japonica L.: la prima, sulla cv 'California', si è svolta dal maggio al novembre 2001; la secon­da, sulla cv 'Charles Cobb', da dicembre 2001 a fine aprile 2002.

La I prova, iniziata con l'invasatura in contenitori di plastica multipli (con singoli vasetti di 12 cm di diametro) di due piantine/vasetto mediamente alte 12 cm e con diametro di 15 cm, ha previsto: • tre tipi di substrato, rappresentati dal terriccio testimone (90% torba bionda e 10% perlite, v/v, addizionato di 2 kg di carbonato di calcio/m3) e dai miscugli tra esso e, rispettivamente, il 10 e 20% in volume di zeolite; due livelli di concimazione di base con un concime a lenta cessione (8/9 mesi) a titolo 15:9:9 + 2 MgO (O e 1 kg/m3); tre frequenze di fertirrigazione con il concime a titolo 20:20:20 allo 0,5% (la frequenza aziendale, 1/3 di que­sta, nessuna; mediamente, la fre­quenza aziendale è stata settimanale, distribuendo 2-4 I/m2 ogni volta, per un totale di 30 distribuzioni, pari a 90 g di N, P2O5 e K?O per m2). Nella II° prova, iniziata con l'invasatura di piantine (mediamente alte 20 cm e con diametro di 22 cm) in vasi con dia­metro di 15 cm (due piante/vaso), alla luce dei risultati precedentemente ottenuti, la concimazione di base è stata prevista indistintamente per tutti i substrati e si sono modificate le percentuali di zeolite (O, 2,5%, 5% v/v). Anche in questo caso si sono previste 3 frequenze di fertirrigazione (quella aziendale, 1/2 di questa, nessuna).

 Va rilevato che in que­sta prova, svoltasi per buona parte nel periodo invernale, la frequenza di fertirrigazione aziendale è risultata ridotta, mediamente mensile da dicembre a febbraio, quindicinale in marzo, settimanale in aprile, per un totale di 10 distribuzioni, pari a 30 g di N, P2O5 e K2O per m2. In entrambe le prove lo schema sperimentale è stato a parcella suddivisa, con tre blocchi e 5 ripetizioni nella prima, 4 nella seconda.

La zeolite usata proveniva da Pitigliano (GR) e si presentava in due classi granulometriche (0-3 mm e 3-8 mm), che sono state miscelate in uguale rapporto volumetrico prima dell'impiego. Dal punto di vista mineralogico, essa era rappresentata per il 68% da chabasite e per il 10% da phillipsite.


Il substrato testimone presentava pH = 4,31; EC = 0,722 mS/cm; N = 0,55 %; P2O5 = 373 ppm; K2O = 548 ppm.

La determinazione delle caratteristi­che idrologiche dei substrati è stata fatta mediante il metodo del doppio cilindro su bacino di sabbia tensiometrico.

I rilievi, eseguiti con cadenza mensile, hanno riguardato l'altezza ed il diametro della pianta, nonché il numero e le dimensioni delle foglie.

 

                                                                           Tab. 1 - Caratteristiche chimiche della zeolite impiegata.

                                                                           Tab. 1 - Chemical properties ofthe zeolite used in thè trial.

Si02

46,50%

A1203

15,00%

CaO

10,00%

K20

2,48%

Fe203

3,00%

MgO

2,30%

Nap

0,60%

Ti02

0,50%

S03

0,30%

P205

0,09%

MnO

0,10%

SrO

0,10%

BaO

0,05%

C.S.C.

1,7meq/g

PH

7,37

EC

0,089mS/cm

 

3. Risultati e discussione

La zeolite impiegata si è rivelata molto ricca in K, con un buon contenuto di P, ma priva di N (tab. 1). La conducibilità elettrica è risultata alquanto bassa ed il pH di poco superiore alla neutralità. In considerazione delle particolari esi­genze della camelia in fatto di acidità, va evidenziato che il valore di pH raggiunto nel miscuglio con la massima percentua­le di zeolite è stato di 5,17, da ritenere ancora del tutto soddisfacente, sebbene decisamente superiore a quello del substrato di controllo.

Le analisi fisiche (tab. 2) hanno evi­denziato l'elevata macroporosità del substrato testimone, che è diminuita progressivamente all'aumentare della percentuale di zeolite. Al contrario, la capa­cità di trattenuta idrica è aumentata in maniera rilevante all'aumentare delle percentuali di zeolite, soprattutto alle tensioni minori, e l'acqua è risultata me­glio disponibile. Ciò appare alquanto in­teressante, nell'ottica di ridurre il consu­mo idrico ed il dilavamento di acqua e sali minerali.

Dal punto di vista produttivo, non so­no emerse differenze importanti in relazione alla presenza di zeolite nel substrato (tab. 3): nella cv 'California' si è avuta una leggera riduzione del diametro della pianta con il 20% di zeolite; nella cv 'Charles Cobb' è stata osservata una mi­nore lunghezza delle foglie con il 5% di zeolite. Tale relativa minore crescita può essere imputata, da un lato, alla minore macroporosità del substrato contenente zeolite, dall'altro al fatto che non è stata variata la frequenza di bagnatura in relazione alle differenti capacità idriche dei substrati, per cui quelli con zeolite potrebbero essersi trovati in condizione di umidità eccessiva, deleteria per la camelia. Nella cv 'California' il numero di foglie per vaso è stato significativamente maggiore in presenza di zeolite, dando luogo all'ottenimento di piante compatte, ben strutturate.

Tab. 2 - Caratteristiche fisiche ed idrologiche dei substrati impiegati al variare della percentuale di zeolite.

Tab. 2 - Physical and hydrological properties ofthe substrates with different percentages of zeolite.

 

ZEOLITE 0%

ZEOLITE 2,5%

ZEOLITE 5%

ZEOLITE 10%

ZEOLITE 20%

Parametri

Solido

% vol

Aria % vol

H2O

% vol

Solido

% vol

Aria % vol

H2O

% vol

Solido

% vol

Aria % vol

H2O

% vol

Solido

% vol

Aria % vol

H2O

% vol

Solido

% vol

Aria % vol

H2O

% vol

pF 1 (IKPa)

1,1

48,4

50,4

9,6

38,1

52,3

9,9

40,4

49,7

17,7

26

56,3

27,8

13,4

58,9

pFl,7(5Kpa)

1,1

71,2

27,7

9,6

62

28,5

9,9

62

28,1

17,7

51,6

30,7

27,8

38,9

33,3

pF2(10Kpa)

1,1

72,3

26,6

9,6

62,9

27,5

9,9

62,8

27,3

17,7

53

29,3

27,8

43,4

28,8

AFD (%)

22,7

1,1

35,4

0,07

6,5

98,87

23,9

0,9

34,1

0,1

1,1

90,42

21,6

0,81

35,26

0,11

1,1

90,11

25,6

1,4

32,7

0,18

1

82,32

25,6

4,45

33,11

0,3

1,1

72,23

AR (%)

ADD (%)

D.A. (g/cm3 )

D.R. (g/cm3)

P(%)

AFD = acqua facilmente disponibile; AR = acqua di riserva; ADD = acqua difficilmente disponibile; D.A. = densità apparente; D.R. = densità reale; P = porosità

Relativamente alla concimazione, è emerso il positivo effetto di quella di base su tutti i parametri di crescita conside­rati (tab. 4) e sul colore delle foglie, clorotiche in sua assenza.

La fertirrigazione più frequente ha fa­vorito l'allungamento della cv 'Califor­nia', ma ha comportato anche la forma­zione di un minore numero di foglie, evidenziando internodi più lunghi, tali da ri­chiedere adeguati interventi di potatura per stimolare un maggiore "riempimento" della chioma. In 'Charles Cobb' la fertirrigazione a frequenza dimezzata ha deter­minato maggiore accrescimento diametrale, nonché la formazione di foglie più numerose e leggermente più lunghe: ciò ha portato all'ottenimento di piante ben compatte, di aspetto molto gradevole.

 

CONTINUA