Estratto da « COLTURE PROTETTE » Anno XVI - n. 3 - Marzo 1987
Prove di concimazione
su Papaver nudicaule L. coltivato in vaso
Sono state effettuate prove di concimazione su piante di Papaver nudicaule in vaso coltivate
in serra fredda ed in lettorino riscaldato.
Livia Martinetti - Alberto Cammelli
Gli Autori sono rispettivamente Ricercatore e Tesista
presso l'Istituto di Agronomia dell'Università degli Studi di Milano.
Introduzione
Papaver nudicaule L. o, con terminologia volgare, papavero d'Islan-da, è specie ornamentale assai poco diffusa nel nostro Paese, venendo coltivata quasi esclusivamente in Liguria su modeste superfici. L'elevata rusticità e le ridotte esigenze ter-miche, unitamente allo spiccato valore decorativo dei fiori, potrebbero garantire, invece, a questa specie, un notevole favore da parte dei coltivatori. In conseguenza dello scarso interesse suscitato finora dal papavero d'Islanda, risulta alquanto scarna la bibliografia ad esso relativa.
Il genere Papaver, della famiglia Papaveraceae, include oltre 100 specie (secondo alcuni addirittura più di 200). P. nudicaule L., di cui ricorrono a volte i sinonimi P. radicatum e P. greenlandicum, originario della Siberia e delle regioni sub-artiche dell'emisfero boreale, fu introdotto in Italia dall'Himalaya nel 1730. È specie polienne, ma in coltivazione viene di solito trattato come annuale o biennale. Esso è cespitoso, con numerose foglie tutte radicali, pic-ciuolate, glabre o leggermente pelose, oblughe, più o meno lobate.
L'apparato radicale è di tipo fitto-nante. Gli scapi fiorali sono generalmente numerosi, eretti, alti 40-60 cm, uniflori, pelosi; il nome specifico di tale papavero fa espressamente riferimento all'assenza di foglie sullo scapo. I fiori hanno diametro di 5-10 cm; i petali, obovati e sinuosi, sono per lo più quattro, ma si rinvengono frequentemente individui con numero doppio di petali e stami petaloidei. Il colore dei fiori varia dal bianco al giallo, all'arancione ed al rosso e può essere uniforme o screziato. Completano la morfologia fiorale due sepali ovoidali più o meno pelosi, un ovario pluriovula-re, stigma a raggi e numerosi stami. Il frutto è una capsula oblunga, ispida o più raramente glabra. I semi sono molto piccoli (peso dei 1.000 = circa 0,2 g), scuri, di forma allungata più o meno reniforme, presenti in numero molto elevato (fino ad alcune migliaia) per capsula. Il papavero d'Islanda viene propagato per seme; la semina può essere effettuata durante tutto l'anno, ma di norma si preferisce eseguirla a fine estate-inizio autunno, per avere la fioritura in primavera, o in primavera per la fioritura autunnale; nelle zone rivierasche della Liguria si semina in luglio-agosto per avere la fioritura nel tardo autunno-inverno. È specie che mal sopporta il trapianto, per cui sovente si semina direttamente a dimora o in vasetti di torba o di carta. Le piante sono generalmente allevate in piena terra, distanziate tra loro 25-30 cm; esse non presentano particolari esigenze pedologiche, pur preferendo terreni e substrati sciolti e drenati; gradis no, inoltre, esposizioni soleggiate papavero d'Islanda viene coltivi per il fiore reciso, che, in confroi ad altre specie di papavero, mani sta conservabilità relativamei lunga; a tal fine bisogna avere 1' cortezza di raccoglierlo in bocci cauterizzare la superficie di tag subito dopo la raccolta, per esem] immergendo rapidamente la b; dello scapo in acqua bollente. L'I: tuto di Agronomia di Milano, a scopo di colmare in parte la gn lacuna relativa alle conoscenze questa specie, ha intrapreso alci studi su Papaver nudicaule; nelle ghe che seguono riferiremo in me to a prove di concimazione effetti te su piante in vaso coltivate in sei fredda ed in lettorino riscaldato
Materiali e metodi
Le prove hanno avuto luogo i 1986, presso un'azienda fiorici sita a Varese a partire da piant: ottenute dalla semina eseguita a fine di settembre 1985. Tali piant: sono state tenute nelle rispett sminiere di polistirolo, su substr; di torba, in serra fredda, fino momento della vasatura definiti avvenuta il 14 febbraio. Esse si p sentavano allora ben sviluppate, nella parte epigea che nella ipog Si è utilizzato per la coltivazione substrato relativamente povero, e consentisse di evidenziare l'evi tuale effetto dei trattamenti con
Tab. 1 - Risultati conseguiti in serra fredda.
| Trattamento 1 (0,15 g NPK/kg) | Trattamento 2 (0,30 g NPK/kg) | Trattamento 3 (0,45 g NPK/kg) | |
| Incremento numero foglie | 30,9 a* | 36,8 a | 40,8 b |
| Incremento lunghezza foglie (cm) | 9,2 a | 9,7 a | 9,2 a |
| Incremento altezza pianta (cm) | 5,6 a | 6,4 a | 6,3 a |
|
Numero fiori |
4.9 a |
5,4 A |
9,8 B |
|
Diametro fiori (cm) . |
6,1 a |
6,3 a |
6,0 a |
|
Lunghezza scapo (cm) |
46.4 a |
48,3 b |
45,2 a |
|
N. gg. Vasatura - fioritura |
103,5 a |
108,2 a |
99,5 a |
(*) Separazione delle medie entro riga mediante test D.M.S. (P = 0,05: lettere minuscole; P = 0,01: lettere maiuscole).

mativi; esso era costituito da torba e sabbia in rapporto volumetrico 1:1. I macroelementi principali sono stati somministrati nel rapporto N:P:K = 2:2:1, impiegando rispettivamente nitrato ammonico, perfosfato minerale e cloruro di potassio. Sono stati predisposti tre livelli di concimazione: 0,15 g, 0,30 g e 0,45 g di NPK = 2:2:1 per kg di substrato. I concimi, previamente polverizzati, sono stati disciolti in soluzione acquosa e successivamente distribuiti su quantitativi opportunamente preparati di substrato; il giorno dopo si è proceduto alla vasatura in contenitori di plastica nera aventi diametro 15 cm. Le piante sono poi state collocate in due differenti ambienti, realizzando, in ciascuno di essi, uno schema sperimentale a blocchi randomizzati con 3 ripetizioni. Precisamente, 75 piante per trattamento sono state poste in serra fredda ed analogamente 45 piante per trattamento in lettorino tenuto riscaldato fino a metà aprile i relativi andamenti termici sono raffigurati nel grafico 1. Da esso si evince che nella serra fredda la temperatura media minima è stata +9,8 °C, la media massima +27,8 °C; nel lettorino riscaldato la temperatura media minima è stata +16 °C, la media massima +29 °C. Circa un mese dopo la vasatura è stata effettuata un'altra concimazione, in forma liquida, alle stesse concentrazioni precedentemente realizzate. Dal punto di vista strettamente colturale, non si sono incontrati particolari inconvenienti; si sono resi necessari soltanto trattamenti rispettivamente limacida ed aficida. A partire dalla metà di giugno, a causa dell'eccessivo innalzamento della temperatura, s'è dovuto procedere alla completa apertura del lettorino ed al trasferimento delle piante tenute fino ad allora in serra fredda, sotto una semplice tettoia di materiale trasparente.
I rilievi, effettuati settimanalmente su ogni pianta, hanno riguardato il numero e la lunghezza delle foglie vitali, l'altezza della pianta dalla superficie del substrato all'estremità della foglia più prominente, la lunghezza dello scapo fiorale, la data di fioritura, il diametro del fiore, il numero di fiori formati.
Tab. 2 - Risultati conseguiti in lettorino riscaldato.
| Trattamento 1 (0,15 g NPK/kg) | Trattamento 2 (0,30 g NPK/kg) | Trattamento 3 (0,45 g NPK/kg) | |
| Incremento numero foglie | 12.5 a* | 12.5 a | 19.7b |
| Incremento lunghezza foglie (cm) | 4.0a | 4.9 b | 4.8 b |
| Incremento altezza pianta (cm) | 3.2° | 3.8 a | 3.4 a |
|
Numero fiori |
2.6 A |
3.4 A |
5.3 B |
|
Diametro fiori (cm) . |
6.1a |
6.5 a |
6.1 a |
|
Lunghezza scapo (cm) |
43.2 a A |
48.0 b B |
44.3 a |
|
N. gg. Vasatura - fioritura |
92.6 a |
93.6 a |
72.2 b |
(*) Separazione delle medie entro riga mediante test D.M.S. (P = 0,05: lettere minuscole; P = 0,01: lettere maiuscole).

1) Piantina di papavero d'Islanda 2) Fiore semplice di papavero.
circa tre mesi dopo la semina. 3) Fiore doppio di papavero.
Risultati e conclusioni
Le tabelle 1 e 2 mostrano i risultati ottenuti nelle due prove.
L'entità dello sviluppo vegetativo è stata valutata in termini di differenza tra il numero di foglie vitali, la lunghezza media delle foglie e l'altezza delle piante osservate alla va-satura e le corrispondenti osservazioni fatte al momento del massimo sviluppo. All'inizio delle prove, comunque, le piantine erano molto uniformi, alte mediamente 13 cm e presentanti 14 foglie vitali lunghe 11,7 cm. In generale, lo sviluppo vegetativo massimo s'è avuto in aprile nel lettorino riscaldato, in maggio-giugno nella serra fredda. L'elaborazione statistica di tali dati ha evidenziato una differenza significativa tra i trattamenti soltanto relativamente al numero di foglie nella serra fredda, ed al numero di foglie ed alla loro lunghezza media nel lettorino riscaldato. In particolare, i confronti multipli con il test della differenza minima significativa hanno consentito di concludere che il trattamento al livello superiore è stato sempre migliore degli altri nell'incrementare il numero di foglie, mentre in lettorino il trattamento al livello inferiore è stato peggiore degli altri nell'incrementare la lunghezza delle foglie.
Relativamente alla fase riproduttiva, la concimazione più elevata ha sempre determinato la formazione di un numero di fiori superiore a quella osservata con gli altri trattamenti, in modo altamente significativo. Il diametro dei fiori, invece, ha mostrato scarsa variabilità, con un valore medio di circa 6 cm. Lo scapo fiorale è risultato significativamente più lungo in corrispondenza del livello medio di concimazione, sia in serra fredda che in lettorino riscaldato. In generale, le piante coltivate in serra fredda hanno dato le migliori prestazioni relativamente all'entità dello sviluppo vegetativo ed al numero di fiori formati. Il loro ciclo biologico è stato molto più lungo di quello delle piante in lettorino; in particolare, l'intervallo tra la va-satura e l'inizio della fioritura è stato mediamente 104 giorni in serra fredda, senza alcuna differenza significativa imputabile ai vari trattamenti, e 86 giorni in lettorino riscaldato, con il trattamento al livello maggiore migliore degli altri due nell'accorciare tale periodo. I grafici 2, 3 e 4, che riportano l'andamento dello sviluppo vegetativo nelle due prove, evidenziano come le elevate temperature nella fase iniziale hanno determinato un rapido accrescimento, ma anche un significativo accorciamento del ciclo biologico: la prova in lettorino, condotta con il beneficio iniziale del riscaldamento, si è conclusa in agosto, mentre quella in serra fredda è proseguita fino ad ottobre.
Per concludere, va sottolineato che la costrizione delle piante di papavero in vaso non rappresenta la normale pratica floricola: se allevate in piena terra, infatti, esse raggiungono dimensioni ben maggiori. Sulla base di quanto è stato rilevato nel presente studio preliminare, ci si propone di indagare ulteriormente, anche su piante in piena terra, la reattività del papavero d'Islanda a differenti livelli nutrizionali.
riassunto
Piantine di Papaver nudicaule L. furono vasate in torba: sabbia =1:1 (v/v) e concimate con NPK in rapporto 2:2:1 a 3 diversi livelli: 0,15 g, 0,30 g e 0,45 g di NPK per kg di substrato. Furono rilevati, settimanalmente, il numero e la lunghezza delle foglie vitali, l'altezza della pianta, la lunghezza dello scapo fiorale, la data di fioritura, il diametro dei fiori, il numero di fiori. La concimazione al livello maggiore influenzò positivamente il numero e la lunghezza delle foglie ed il numero di fiori. Le piante in serra fredda manifestarono complessivamente sviluppo maggiore di quelle in lettorino.
SUMMARY
FERTILIZATION TRIALS WITH PAPAVER NUDICAULE L. GROWN INTO POTS
Plantlets of Papaver nudicaule L. were pot-ted in peat: sand = 1:1 (v/v) with 3 different fertilization levels: 0.15 g, 0.30 g and 0.45 g of NPK per kg of substrate, with macronutrients at 2:2:1 rate. Number and length of leaves, height of plants, flower scape length, date of flowering, flower diameter and number of flowers were weekly recorded. The highest fertilization level enhanced number and length of leaves and number of flowers. Plants in cold greenhouse performed better than in heated nursery.
BIBLIOGRAFIA
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"Autorizzazione alla divulgazione del presente lavoro, cortesemente concessa dalla Prof. Livia Martinetti."