ATTI III GIORNATE SCIENTIFICHE S.O.I.- ERIGE - 10-14 MARZO 1996
PRODUZIONE DI VASI FIORITI DI PAPAVERO D'ISLANDA
CON L'AUSILIO DI SOSTANZE BRACHIZZANTI.
Livia Martinetti, A. Cesare Sparacino, Mauro Cavagna
Istituto di Agronomia - Università degli Studi di Milano
1. Introduzione
Il settore delle piante fiorite in vaso ha conosciuto negli ultimi anni un notevole sviluppo; molto viva, inoltre, è la richiesta da parte del consumatore di prodotti innovativi.
Il papavero d'Islanda (Papaver midicaule L.) è specie poco diffusa, tradizionalmente coltivata per l'ottenimento di fiori da recidere, seppure non manchino segnalazioni di sue coltivazioni in recipiente (Ghisleni et a/., 1988). Allo scopo di meglio valutarne la possibilità di utilizzo in vaso, si è studiato il suo comportamento in conseguenza di trattamenti con sostanze brachizzanti a diverso dosaggio, opportunamente scelti considerando quanto emerso da precedenti analoghe sperimentazioni (Martinetti et al., 1994).
2. Materiali e metodi
La prova si è svolta nel periodo agosto '94 -giugno '95 in lettorino riscaldato, presso un'azienda floricola situata in provincia di Bergamo, utilizzando seme della cv 'Wonderland'. La semina è avvenuta ai primi di agosto, su substrato costituito da torba e sabbia in rapporto volumetrico 3:1. In ottobre le piante sono state vasate in contenitori di plastica aventi 11 cm di diametro e dopo un mese, allorché mediamente presentavano 6 foglie lunghe circa 10 cm, sono state sottoposte a trattamenti con paclobutrazolo (25, 50, 100 e 200 ppm) e flurprimidol (6, 12, 24 ppm), somministrando al substrato 100 cc di soluzione per vaso. Onde evitare perdite di soluzione per percolazione, ciascun recipiente è stato appoggiato su un sottovaso, fino a completo assorbimento del liquido distribuito. Complessivamente sono state impiegate 216 piante, disposte secondo uno schema a blocchi randomizzati con tre ripetizioni. Nel corso della prova, con cadenza quindicinale, sono state effettuate fertirrigazioni allo 0,1% con concime avente rapporto N:P:K = 2:2:1 inizialmente, 2:1:3 in corrispondenza della fioritura. I rilievi, effettuati mensilmente prima della fioritura, settimanalmente poi, hanno riguardato numero e dimensioni di foglie e fiori, lunghezza, diametro e rettilineità dello scapo. Quest'ultima variabile è stata valutata secondo una scala da 1 (scapo molto storto) a 7 (scapo dritto).
3. Risultati e conclusioni.
Una sensibile riduzione della taglia delle piante s'è ottenuta con paclobutrazolo a 100 e 200 ppm e con flurprimidol a tutte le dosi saggiate. Alle concentrazioni più elevate (12 e 24 ppm), tuttavia, il flurprimidol ha spesso determinato un'eccessiva contrazione della lunghezza delle foglie e in alcuni casi anche la morte della pianta. In Tab.l sono riportati la lunghezza delle foglie e l'incremento del numero di foglie all'inizio della fioritura (circa 30 % di piante fiorite), verificatosi verso la metà di aprile. I trattamenti brachizzanti, con intensità crescente all'aumentare del dosaggio, hanno comportato la formazione di foglie spesse e carnose, di colore verde cupo, con lobi molto ravvicinati, a volte addirittura sovrapposti.
L'emissione di nuove foglie è stata significativamente minore con paclobutrazolo a 100 e 200 ppm rispetto al controllo. I trattamenti alle dosi più elevate hanno provocato una significativa riduzione del numero di fiori per pianta; anche il diametro dei fiori s'è contratto con paclobutrazolo a 200 ppm e con flurprimidol a tutte le dosi. Sulla lunghezza dello scapo fiorale, 100 ppm di paclobutrazolo hanno avuto lo stesso effetto di 6 ppm di flurprimidol, con significativa riduzione rispetto al testimone. Le dosi superiori di ciascuno dei due brachizzanti hanno ulteriormente contenuto l'allungamento dello scapo.
Gli scapi più rettilinei si sono avuti con flurprimidol a tutte le concentrazioni e con 200 ppm di paclobutrazolo. Sul diametro dello scapo è stato meno evidente l'effetto del trattamento, marcato soltanto con flurprimidol a 24 ppm rispetto al controllo ed ai dosaggi di paclobutrazolo superiori al primo.
Nel complesso la coltivazione del papavero d'Islanda come vaso fiorito appare promettente e degna di considerazione. Gli esemplari ottenuti nel corso della prova sono stati in molti casi pregevoli. I migliori risultati in termini di sensibile riduzione della taglia ed armonico sviluppo vegetativo e riproduttivo si sono avuti con paclobutrazolo a 100 e 200 ppm e, soprattutto, con flurprimidol a 6 ppm, che non ha penalizzato la formazione di fiori.
Tab. 1 - Risultati conseguiti nel corso della prova.
| lung. foglie inizio fior. (cm) | increm. n° foglie, inizio fior. | n° fiori per pianta | di9am. fiori (cm) | lungh scapo (cm) | rettilineità scapo (scala 1-7) | diam. scapo (mm) | |
| Paclobutrazolo 25 ppm | 13,0 b* | 14,9 a | 7,2 a | 6,7 ab | 28,8 a | 6,0 e | 25,4 bc |
| Paclobutrazolo 50 ppm | 12,5b | 13,9 ab | 7,1 a | 6,9 a | 26,9 a | 6,2 de | 28,4 a |
| Paclobutrazolo 100 ppm | 9,5 ed | 10,6 e | 5,0 b | 7,1 a | 23,1 b | 6,5 bcd | 28,4 a |
| Paclobutrazolo 200 ppm | 9,6 ed | 10,4 e | 5,0 b | 6,3 bc | 19,8 e | 6,8 a | 28,0 ab |
| Flurprimidol 6 ppm | 10,6 e | 14,0 ab | 7,3 a | 6,3 bc | 22,3 b | 6,7 abc | 25,6 abc |
| Flurprimidol 12 ppm | 9,3 ed | ll,6bc | 5,4 b | 6,3 bc | 19,3 e | 6,7 ab | 26,2 abc |
| Flurprimidol 24 ppm | 8,7 d | ll,7bc | 4,9 b | 6,0 e | 18,7 e | 6,9 a | 24,7 e |
| Controllo non trattato | 15,0 a | 13,4 ab | 6,9 a | 6.9 a | 28,6 a | 6.4 ed | 28,1 ab |
Separazione delle medie entro colonna secondo il test di Duncan , per P=0,05.
BIBLIOGRAFIA
1) Ghisleni P.L., Martinetti L., 1988. Sperimentazioni sulla biologia e sull'agrotecnica del papavero d'Islanda, pianta floreale alternativa. Annali Accademia di Agricoltura di Torino, voi. CXXX.
2) Martinetti L., Sparacino A.C., Ferro R., Riva N., Cavagna M., 1994. Effects of some growth regulators on poinsettia and Iceland poppy. Atti III ESA Congress, Abano, 18-22 settembre.
"Autorizzazione alla divulgazione del presente lavoro, cortesemente concessa dalla Prof. Livia Martinetti."