ATTI  II ° GIORNATE SCIENTIFICHE S.O.I. - S. BENEDETTO DEL TRONTO - 22-24 GIUGNO 1994

INDAGINE SULLA POSSIBILITÀ DI PROLUNGARE LA FRUIBILITÀ'

DI FIORI DI PAPAVERO D'ISLANDA ALLO STATO RECISO.

MARTINETTI Livia

ISTITUTO AGRONOMIA, UNIVERSITA' MILANO

 

Introduzione.

Il papavero d'Islanda (Papaver nudicaule L.) è specie da fiore reciso sinora poco coltivata, nonostante le sue interessanti prerogative di rusticità, frugalità e bellezza dei fiori (1). Lo scapo presenta dei laticiferi che, quando recisi, erogano un lattice responsabile dell'occlusione dei vasi conduttori e della precoce senescenza del fiore in vaso in conseguenza dello stress idrico. La prassi usuale prevede di cauterizzare la base dello scapo subito dopo la raccolta (da effettuarsi allo stadio di iniziale fessurazione dei sepali) mediante fiamma o immersione in acqua bollente (2) e quindi, in fase di confezionamento, separare parzialmente i sepali, per favorire la schiusura del fiore dopo la collocazione in vaso. Tuttavia, tali accorgimenti spesso non sono sufficienti per garantire una soddisfacente fruibilità dei fiori recisi da parte del consumatore, che pertanto viene scoraggiato nel loro acquisto. Con la presente prova s'è voluto indagare sulla possibilità di aumentare la serbevolezza dei fiori ricorrendo a diverse soluzioni conservanti, già ampiamente sperimentate su altre specie, ma finora assai poco utilizzate per il papavero d'Islanda (3).

Materiali e metodi.

Si sono impostate 5 prove a cadenza all'incirca mensile, da gennaio a maggio, impiegando fiori provenienti da un'azienda floricola del sanremese raccolti a sepali ancora chiusi e lievemente ingialliti alla sommità. Gli scapi sono stati tutti raccorciati a 50 cm; successivamente metà di essi sono stati cauterizzati per immersione della parte basale in acqua bollente per 20". Scapi cauterizzati e non sono stati collocati in diverse soluzioni conservanti, oltre che in acqua distillata e di acquedotto. Nelle prime 4 prove sono state variate le concenti-azioni delle varie sostanze conservanti; nella quinta prova si sono confrontate tutte le soluzioni complessivamente considerate. In definitiva, si sono provate le seguenti soluzioni: HQS (18,75-37,5-25-50 ppm); AgNO3 (15-30-18,75-37,5 ppm); Ca(NO3)2 + AgNO3 (125+375-250+750-1000+15-1000+30 ppm); saccarosio(10-20-7,5-15 g/l); saccarosio + HQS + AgNO3 (10-20-40 g/l + 100-200 ppm + 25-50-100 ppm); GA3 (2,6-5,2-3,9-6,9 ppm); 6-BA (7,5-15-11,25-20 ppm); C.C.C. (7,5-15-11,25-20 ppm); A12(SO4)3 + K2SO4 (0,375+0,375-0,75+0,75-0,938+0,938-0,5+0,5 gA). Prima della collocazione in vaso si sono asportati i sepali. Si sono posti 5 fiori per recipiente, rappresentato da una bottiglia di vetro della capacità di 700 cc. Le prove sono state condotte in ambiente non condizionato con temperatura media di 20°C e U.R. del 60%, realizzando uno schema sperimentale a split-plot con il trattamento di cauterizzazione nelle sub-parcelle e 3 ripetizioni. I rilievi, effettuati quotidianamente, hanno riguardato oltre al numero di giorni tra la collocazione in vaso e la completa senescenza, anche alcune variabili qualitative, quali : colore, grado di apertura della corolla, orientamento e turgidità dei petali, rettilineità e colore dello scapo, colore dell'ovario, aspetto degli stami (colore e inclinazione). Tutte le caratteristiche qualitative sono state espresse secondo scale numeriche adeguate. Mediamente, i boccioli hanno impiegato da uno a tre giorni per schiudere.

Risultati e discussione.

Nella I prova (gennaio) la maggior durata del fiore s'è avuta in acqua distillata (mediamente 10,8 giorni), mentre le caratteristiche cromatiche del fiore sono risultate migliorate in presenza di Ca(NCO3)2 + Ag NO3 (250+750 ppm) e saccarosio+HQS+AgNCO3 (20 gfl. + 200+50 ppm). Nella Ti prova (febbraio) acqua distillata e di rubinetto hanno consentito le maggiori durate dei fiori (mediamente 8,3 giorni), mentre la 6-BA (7,5 ppm) e saccarosio+HQS+AgNCO3 (10 g/1 + 100+25 ppm) hanno migliorato la colorazione dei fiori. La cauterizzazione ha consentito il mantenimento di buone caratteristiche dello scapo e dei petali. Nella III prova (marzo) la durata è stata aumentata da Ca(NO3)2+AgNO3 (100+15 ppm), con una media di 10 giorni rispetto a 8,3 giorni con acqua distillata e 7,5 giorni con acqua di rubinetto. La soluzione conservante, però, ha peggiorato il colore dei fiori e l'aspetto di stami, ovario e scapo. La cauterizzazione ha migliorato le caratteristiche qualitative dei fiori, ma non ne ha incrementato la longevità (mediamente 6,7 giorni con la bruciatura e 7,2 giorni senza). La conservazione in acqua distillata s'è dimostrata la migliore relativamente all'apertura della corolla, all'aspetto degli stami, dell'ovario e dello scapo fiorale. Buoni risultati hanno dato anche la GA3 (3,9 ppm) e l'HQS (18,75 ppm). Nella IV prova la cauterizzazione, pur non incrementando la durata (mediamente 7,3 giorni), ha comportato petali ed ovati con migliori caratteristiche estetiche. Anche la 6-BA (20 ppm) ha influito positivamente sul colore e sulla turgidità dei petali, ma ha ridotto la durata (5 giorni contro gli 8 con acqua distillata) e peggiorato l'aspetto dello scapo. La soluzione con Ca(NO3)+AgNO3 (1000+30 ppm) ha aumentato la durata (10 giorni), ma ha provocato peggioramenti relativamente all'aspetto dell'ovario, degli stami, dello scapo e del colore dei petali rispetto all'acqua distillata e di rubinetto. Dalla V prova, riassuntiva di tutti i trattamenti considerati, è emerso che l'acqua distillata in assenza di cauterizzazione rappresenta il miglior mezzo di conservazione.

Conclusioni.

In generale, dalla sperimentazione è risultato che per la conservazione dei fiori recisi di papavero d'Islanda conviene ricorrere all'acqua distillata e, subordinatamente, all'acqua di rubinetto. La cauterizzazione in qualche caso s'è dimostrata utile nel migliorare l'aspetto dei fiori, ma non ne ha prolungato significativamente la fruibilità. Effetto analogo si è avuto impiegando 6-BA (meglio a 20 mg/l), saccarosio+HQS+AgNCO3(20 gA +200 + 50 mg/l) e Ca(NO3)2+AgNCO3 (meglio a 1000 +15 ppm). Con quest'ultima soluzione s'è anche ottenuta l'estensione della durata in vaso, ma, come sempre quando presente il nitrato d'argento, s'è avuto l'annerimento dello scapo e, spesso, dell'ovario, per cui per un soddisfacente effetto estetico è necessario ricorrere a recipienti scuri.

Bibliografia

1) GHISLENI, P.L.; MARTINETTI, L.(1988): Sperimentazioni sulla biologia e suU'agrotecnica del papavero d'Islanda, pianta floreale alternativa. Annali Accademia di Agricoltura di Torino, voLCXXX.

2) NOWAK, J.; RUDNICKI, R.M. (1990): Postharvest Handling and Storage of Cut Flowers, Fiorisi Greens and Potted Plants. Chapman and Hall.

3) FARINA, E.; MERCURI, A.; SCHIVA, T.(1987): Trattamenti su fiori recisi di Papaver nudicaule L. per migliorare la durata in vaso. Annali Ist. Sperim. per la Floricoltura S.Remo, vol.XVIII, 1.

 

"Autorizzazione alla divulgazione del presente lavoro, cortesemente concessa dalla Prof. Livia Martinetti."