Estratto da:  «L'Inormatore Agrario» - Verona, XL (31),  1984

Comportamento in differenti substrati di coltura

di due cultivar di Rhododendron simsii Planch.

LIVIA MARTINETTI

ISTITUTO DI AGRONOMIA UNIVERSITÀ DI MILANO

 

Nel biennio 1981-1982 è stata impostata una prova volta a valutare gli effetti determinati dall'impiego di un preparato concimativo con microelementi sulle cultivar «Petrick» ed «Eri» dì Rhododendron simsii Planch. coltivate in quattro substrati diversi. Le osservazioni hanno riguardato il numero di fiori per pianta durante il primo anno, il numero di boccioli per pianta durante il secondo anno, gli incrementi nelle dimensioni delle piante in ciascun anno di sperimentazione.

Il trattamento concimativo ha influenzato positiviamente la differenziazione fiorale soltanto nel secondo anno, mentre ha avuto una significativa efficacia sullo sviluppo vegetativo in entrambi gli anni della prova. Sono emerse differenze significative tra i substrati, mostrandosi in generale migliore il miscuglio formato per il 60% del volume da aghi di pino e per il 40% da torba.

 

Le esigenze pedologiche e nutrizionali delle azalee sono state oggetto di indagini sperimentali soprattutto all'estero. In Italia la scelta del substrato e del tipo di concimazione più appropriati per la coltivazione in recipiente viene attuata dagli operatori su base empirica, con valuta/ione del tutto soggettiva dei risultati che essi stessi, nella confinata realtà aziendale, conseguono usando un deter­minato tipo di miscuglio o di concime.

Nell'intento di contribuire a dare un fondamento scientifico ali'agrotecnica dell'azalea, è stata impostata, nel biennio 1981-1982, una prova di approccio al problema; in particolare, sono stati studiati gli effetti — sulla fioritura e sullo sviluppo vegetativo di due cultivar di « azalea indica » — dell'impiego di substrati diversi e di un trattamento con microelementi. Sono state studiate le cultivar « Petrick » ed « Eri ». La prima ha portamento basso ed espanso con ramifi­cazione piuttosto irregolare; le foglie sono grandi, larghe e di colore verde-giallastro; i fiori, doppi, sono di colore rosa screziato di bianco. La cultivar « Eri », invece, ha portamento compatto, con sviluppo uniforme della chioma, che assume forma tondeggiante. Le foglie sono più lunghe e strette di quelle della cultivar precedente, e di colore verde-oliva. I fiori sono formati da due serie concentriche di petali di colore rosa scre­ziato di bianco.

 

MATERIALI E METODI

1° anno di prova

Per ogni cultivar si sono utilizzate 40 piante di sedici mesi di età. Sono stati impiegati quattro diversi substrati: il 1 era costituito da soli aghi di pino, con­servati da mesi in cumuli non più alti di un metro per evitare rischi di surri­scaldamento e combustione; il II era un miscuglio formato per il 65% del volu­me da aghi di pino e per il 35% da ter­ra d'erica; il III era costituito per il 45% del volume da aghi di pino, per il 30% da torba e per il 25% da terra d'erica; il IV era composto per il 60% del volume da aghi di pino e per il 40% da torba.

Dopo essere state vasate in recipienti di coccio forati, le piante sono state di­sposte in pien'aria in un'aiuola rettan­golare di dimensioni 1,30x4,50, delimitata da fiancate in cemento alte cm 17,

I vasi erano interrati nella terra, preventivamente fresata, fino a circa 2-3 cm dal bordo e ricoperti con aghi di pino per mantenere la giusta umidità e la ne­cessaria aerazione. E' stato predisposto un piano sperimentale a « split-plot »,


Tabella 1 - Valori medi riguardanti il numero di fiori per pianta, l'incremen­to in altezza e quello in larghezza rile­vati il primo anno

Cultivar

Sub­strati

Numero di boccioli per pianta

Incre­mento in altezza (cm)

Incre­mento in

lar­ghezza (cm)

Petrick

 

                     A

S1

                     B

45,6

 

44,6

7,8

 

5,0

9,8

 

7,8

                     A

S2

                     B

36,0

 

34,0

10,4

 

7,8

12,2

 

8,6

                     A

S3

                     B

48,2

 

41,6

11,4

 

8,6

11,2

 

9,8

                    A

S4

                    B

67,0

 

65,0

14,0

 

10,0

13,2

 

10,4

Eri

 

                    A

S1

                     B

73,4

 

58,8

7,2

 

5,6

8,6

 

 7,0

                    A

S2

                     B

78,2

 

66,0

9,6

 

7,6

11,8

 

8,6

                     A

S3

                     B

80,8

 

70,6

9,8

 

8,0

10,2

 

8,6

                     A

S4

                     B

88,4

 

79,6

13,0

 

9,8

13,0

 

10,6

 

Legenda: S1, S2, S3, S4 = rispettivamente substrati I, II, III, IV. –

 A = piante trattate con microelementi. B = piante non trattate.

 

con 5 ripetizioni. La metà orizzontale dell'appezzamento delimitava le due superfici occupate, distintamente, dalle differenti cultivar. Ognuna di tali superfici era ulteriormente bipartita in modo da distinguere le piante sottoposte a trattamento da quelle non trattate. In ciascun blocco erano randomizzati i 4 substrati.

L'intero appezzamento era protetto con rete antigrandine e ombreggiante tesa a m 2,10 da terra. Alle piante oggetto della prova sono state praticate le consuete scerbature e cimature; i trattamenti fungicidi sono stati effettuati con un prodotto a base di dimetilami nobenzoldiazosulfonato sodico. L'irrigazione è stata realizzata impiegando acqua depositata in vasca per almeno 8 ore, al fine di ottenere una certa sedimentazione dei sali di calcio e magnesio, dannosi per questa specie acidofila e poco resistente alla salinità. Quattro ugelli distributori portati da tubi che sovrastavano l'appezzamento di circa m 1,50 garantivano una distribuzione uniforme. La durata dell'irrigazione è stata di circa 5 minuti, con turni di 12 ore nei giorni estivi più caldi, di 24 ore in quelli meno caldi e di 5-6 giorni in autunno.

Relativamente alla concimazione, metà delle piante di ciascuna cultivar è stata trattata in luglio ed all'inizio di ottobre con un preparato ricco in microelementi la cui composizione era: azoto 9,7%; potassio 26,5%; acido fosforico solubile 10,0%; acido fosforico insolubile 0,6%; magnesio 1,3%: ferro 0,4%; manganese 200 ppm; osmio 25 ppm; rame 150 ppm. 60 g di tale concime sono stati disciolti in 40 litri d'acqua, in modo da ottenere una soluzione ali'1,5%», poi sommi­nistrata in ragione di 1 litro per pianta.

Tutte le piante, anche quelle non sottoposte a trattamento, che altrimenti sarebbero state in condizioni di insufficienza alimentare, sono state concimate in settembre con un prodotto commerciale solubile, che l'analisi di laboratorio ha indicato essere composto da: azoto ammoniacale solubile in acqua 1,54%; azoto nitrico solubile in acqua 10,84%; azoto ureico solubile in acqua 4,70%;azoto totale solubile in acqua 17,70%; anidride fosforica (PiOs) solubile in acqua 9,30%; ossido di potassio (KaO) so­lubile in acqua 27,45%.

Cultivar « Petrick » alla fioritura      Cultivar « Eri » alla fioritura

Alla fine d'ottobre le azalee sono state trasferite in serra non riscaldata alta m 2,60 e lunga m 20, con intelaiatura metallica ad arco e con rivestimento in polietilene. I vasi sono stati interrati nella segatura decomposta dell'aiuola centrale, mantenendo le disposizioni reciproche che avevano in pien'aria. Al centro dell'aiuola vi erano degli ugelli per irrigazione. Circa un mese dopo il trasferimento in serra, le azalee sono state concimate con lupini brillati.

2° anno di prova
Le piante sono state vasate impiegando gli stessi substrati utilizzati l'anno precedente e, come allora, sono state messe a dimora all'aperto, nella medesima aiuola e con la stessa disposizione. Le cure colturali sono state quelle praticate l'anno precedente; però la concimazione col prodotto commerciale è stata eseguita nei mesi di giugno ed agosto, mentre il trattamento è stato ef­fettuato ancora in luglio e in ottobre. Si è programmato di realizzare la forzatura delle piante, anticipandone la fioritura mediante condizionamento termico. Alla fine di ottobre le azalee sono state trasferite in serra non riscaldata, al fine di proteggerle dalle brinate, ma contemporaneamente assoggettarle ad un ulteriore periodo di freddo. Il trasferimento in una serra in plastica rigida e riscaldata è stato effettuato alla metà di novembre. Le azalee sono state collocate su bancali alti circa un metro, con la medesima disposizione che avevano all'aperto. L'irrigazione in serra è stata effettuata mediante un tubo di plastica flessibile tenuto da un operatore, con turni di circa 24 ore. Il riscaldamento era dato da tubi alettati posti sotto il bancale; la temperatura è stata mantenuta intorno a 18 -^ 20°C. Verso la metà di dicembre le piante presentavano i boccioli in stadio di sviluppo ormai molto avanzato.
 

Particolare dell'aiuola all'aperto, al momento del trattamento con microelementi in luglio, nel 1981

RISULTATI SPERIMENTALI


1° anno (tabella 1)

Le fioriture sono iniziate a partire dalla prima settimana di marzo: nel giro di un mese è stata registrata la schiusura di tutti i boccioli. Oltre a rilevare il numero di boccioli per pianta, si è valutata l'intensità dello sviluppo vegetativo, in termini di incremento delle dimensioni delle piante durante il ciclo colturale. In particolare, le variabili considerate sono state l'altezza individuale e la larghezza della chioma. Le altezze sono state rilevate ponendo il metro rigido a livello del substrato nel vaso, che non è stato disinterrato per evitare squilibri di umidità, mentre le larghezze hanno riguardato, nei casi di asimmetria, quella del lato più lungo di ogni pianta. I rilievi sono stati effettuati nel settembre 1981 e nel marzo 1982; gli incrementi in altezza ed in larghezza, espressi in cm, sono stati ottenuti facendo la differenza tra i valori riportati nelle due misure.

L'analisi della varianza generale ap­plicata ai dati riguardanti il numero di fiori comparsi su ogni pianta non ha messo in evidenza alcuna differenza significativa tra le cultivar, tra i substrati impiegati né tra le piante trattate con il preparato appositamente messo a punto e quelle non trattate. E' stata evidenziata un'interazione cultivar ti substrato altamente significativa (grafico 1).

In particolare, nell'ambito del substrato I è emersa una differenza altamente significativa tra le cultivar, comportandosi meglio la cultivar « Eri ». Nella cultivar « Petrick », S2 è stato significativamente migliore (al 5%) di Si, mentre nella cultivar « Eri » è risultata una differenza altamente significativa tra Si e 82 e tra Si e 84, e una differenza significativa tra Si e Ss, cioè il substrato I si è dimostrato decisamente migliore di tutti gli altri.

Lo sviluppo vegetativo è stato valutato elaborando separatamente i dati relativi agli incrementi in altezza e quelli in larghezza.

Relativamente all'incremento in altezza, l'analisi non ha evidenziato alcuna differenza significativa tra le cultivar e tra i substrati, mentre ha sottolineato una differenza altamente significativa tra le piante trattate e le non trattate di entrambe le cultivar, facendo ritenere il trattamento giovevole.

Relativamente all'incremento in larghezza, non è emersa differenza significativa tra le cultivar. Il trattamento si è dimostrato efficace, con una differenza altamente significativa tra le piante trattate e le non trattate. Tra i substrati è stata evidenziata una differenza significativa (al 5%), rivelandosi Si peggiore di S4.

 

2° anno (tabella 2)

L'entità della fioritura è stata valutata attraverso il conteggio dei boccioli presenti. Per inciso, va ricordato che nell'azalea i singoli boccioli possono manifestare, alla schiusura, uno, due e, spesso, tre fiori, per cui il numero di fiori osservato è, generalmente, superiore a quello atteso sulla base dell'entità dei boccioli, anche qualora schiudano tutti. Con le stesse modalità operative dell'an­no precedente, è stato valutato lo sviluppo vegetativo effettuando due misure tanto dell'altezza raggiunta dalla pian­ta, quanto della larghezza massima della chioma, rispettivamente all'inizio ed alla fine del periodo di sperimentazione ed esprimendo i valori in termini di incremento.

Dall'analisi dei dati riguardanti il numero di boccioli comparsi su ogni pianta è stata rilevata una differenza signifi­cativa tra le cultivar: decisamente migliore è risultata la cultivar « Eri ». Anche le piante trattate si sono dimostrate migliori, in maniera altamente significativa, di quelle non trattate. E' stata pure evidenziata una differenza altamente significativa tra i substrati: il test della differenza minima significativa (DMS) ha consentito di concludere che il substrato IV è stato migliore di tutti gli altri in maniera altamente significativa, mentre il substrato I è risultato il meno confacente (all'1%).

Relativamente all'incremento in larghezza, le cultivar non sono risultate significativamente diverse tra loro, mentre lo sono state le piante trattate rispetto alle non trattate (all'1%), indicando un positivo effetto del trattamento. La differenza tra i substrati si è rivelata altamente significativa. Il test DMS ha consentito di concludere che Si è stato significativamente peggiore di 82, S3 e S4 (all'1% per 82 e S«, al 5% per Ss), e che 84 è stato anche significativamente migliore (al 5%) di S2 e S3.


 

CONTINUA