ORTOFLORICOLTURA – DOCUMENTI

 

 

 

LA TECNICA DI CONCIMAZIONE NELLE COLTIVAZIONI FUORI SUOLO1

  1. Pardossi, Dipartimento di Produzione Vegetale,

Facoltà di Agraria, Milano

LE TECNICHE IDROPONICHE UTILIZZATE NELLA SERRICOLTURA

I sistemi idroponici possono essere distinti in base all'impiego o meno di un substrato, di naturo organica od inorganica, ed al tipo di erogazione della soluzione nutritiva (Figura 1).

Per la produzione degli ortaggi, delle fragole e dei fiori recisi, si impiegano soprattutto le colture in contenitore con rrigazione a goccia, mentre per le piante ornamentali in vaso sono sempre più diffusi gli impianti a flusso e riflusso. Le colture liquide, cioè senza substrato, come l'NFT ed il floating (coltura galleggiante), sono utilizzate per lo più per coltivare ortaggi da foglia, cioè piante di taglia ridotta ed a ciclo breve. Per quanto riguarda l'aeroponica, interessante ma sofisticato sistema per allevare le piante, al momento attuale il suo impiego è assai limitato, quasi sempre limitato ad impianti dimostrativi o sperimentali.

                         

                                                                                Irrig. a goccia                      Flusso & riflusso

 

 

 

                                                                                                                             

                                                            Nutrient film technique                  Floating                         Aero (-idro) ponica

     Figura 1. Rappresentazione schematica delle diverse tecniche idroponiche utilizzate in serricoltura:

quelle più diffuse su scala mondiale si basano sull'impiego di un substrato

 

 

I sistemi idroponici possono essere distinti anche in base al fatto di ricircolare (sistemi chiusi) o meno (sistemi aperti) la soluzione nutritiva somministrata alle piante. Ad eccezione delle colture su substrato senza recupero della soluzione di drenaggio, tutti i sistemi sono a ciclo chiuso, almeno parzialmente, cioè la soluzione nutritiva è tenuta in circolo fino quando non risulta impossibile

(Relazione presentata al Convegno Nazionale "La Fertilizzazione in Orticoltura", Cesena. 30 Novembre 2000.)


 

reintegrarlo e disinfettarla a costi sostenibili. Notevoli sono le differenze tra i due tipi di sistema idroponico, come riassunto nella Figura 2.

Ogni tecnica idroponica presenta dei connotati ben precisi (Tabella 1), che, almeno in parte, possono spiegarne la relativa diffusione su scala commerciale ed i campi di impiego. Ad esempio, le colture liquide tendono ad avere un minor volano fisico-chimico rispetto a quelle su substrato;

d'altra parte, alcuni controlli, in particolare quello del pH, devono essere più accurati nelle colture in contenitore che nel caso dell'NFT e del floating.

Tutti i sistemi si basano normalmente sull'erogazione alle piante di una soluzione nutritiva completa di macro- e micro-elementi; questa è preparata impiegando dei miscelatori (fertirrigatori) che provvedono a diluire due o più soluzioni-stock con l'acqua irrigua ed a controllare il pH dello soluzione erogata alle piante (Figura 3). In commercio, sono disponibili numerosi tipi di fertirrigatori, potremmo dire per tutte le tasche; i requisiti essenziali di un fertirrigatore rimangono, comunque, l'efficienza di miscelazione e la precisione nella misura del pH e della conducibilità elettrica (EC).

Figura 2. Vantaggi e svantaggi dei sistemi idroponici aperti e chiusi.

La soluzione nutritiva in uscita dal fertirrigotore può essere erogata alle piante mediante un sistema di gocciolatori o per sub-irrigazione, come nel caso delle piante in vaso coltivate nei bancali a flusso e riflusso o in canaletto. Negli impianti NFT, invece, la soluzione scorre all'interno di canaletto in leggera pendenza dove vengono disposte le piante senza substrato, Nel floating, infine, la soluzione nutritiva è stagnante, eventualmente arieggiata con dell'aria compressa.

Nelle colture ornamentali in vaso, soprattutto di tipo vivaistico, è abbastanza diffuso il ricorso ad una sorta di concimazione di fondo, realizzata aggiungendo al substrato dei concimi a lenta cessione e quasi sempre integrata da interventi discontinui di fertirrigazione.


 

Negli ultimi anni hanno suscitato un certo interesse, infine, i substrati dotati di un'elevata capacità di scambio cationico, come le zeoliti, che potrebbero consentire una gestione nutritiva per molti versi simile a quella di una coltura a terra.

Tabella 1. Caratteristiche dei vari sistemi idroponici impiegati per le produzioni di serra.

 

 

SUBSTRATO

COLTURA LIQUIDA

CARATTERISTICHE

IRRIG. A GOCCI

SUBIRRIG.

NFT

FLOATING SYSTEM

AEROPONICA

Diffusione

++++

++++

++

+

+

Colture

ort. frutto f.recisi

p.in vaso f.recisi

or+.foglia ort.fru+to

or+.fogli

ort.foglia

Substrati

organici o inerti

organici

assente

assente

assente

Ciclo aperto (A) o chiuso(C)

A.C

C. (A)

C

C

C

Potere tampone

+++

++

minimo o nullo

minimo o nullo 

minimo o nullo

Costi di investimento

++

++++

+++

+

++++

Costi di gestione 

++

++

+++

+

++++

Difficoltà di gestione

++

+++

+++

+

++++

Rischio ipossia radicale 

+

++

+++

+++

+

Rischio alta temp. rad.

++

+++

+++

++

+++

Rischio fitopa+olog.

+(C,+++) 

+

+++

++

++

Resa & qualità

++++

++++

++++

+++

+++

Impatto ambientale

+ (A,++++)

+

+

++

+

 

 

 


acqua

                                           stock 1    stock 2

Figura 3. Rappresentazione schematica di un impianto di fertirrigazione.

                  

 

LA NUTRIZIONE MINERALE DELLE PIANTE COLTIVATE IN IDROPONICA

II controllo della nutrizione minerale di una coltura idroponica coincide con quella della soluzione nutritiva. Le correnti procedure di gestione di un impianto idroponica prevedono l'uso di soluzioni nutritive così caratterizzate:

•  valori sub-acidi del pH (5.0-6.5);

• concen+razioni nutritive relativamente elevate (20-40 mmoli/L o mM);

• azoto come elemento principale, presente prevalentemente od esclusivamente come nitrato;

•  valore del rapporto molare N/K intorno a 2;

•  valori dei rapporti molari K/Ca e K/Mg superiori a quelli effettivi di assorbimento (si tende, cioè, a somministrare il calcio ed il magnesio più di quanto le piante riescano ad assorbire).

Inoltre, l'erogazione della soluzione nutritiva è quasi sempre effettuata in base alle esigenze idriche della coltura; in pratica, la soluzione viene erogata quando si ritiene che le piante abbiamo bisogno di acqua. Per quanto riguarda i sistemi con soluzione nutritiva ricircolante, le reintegrazioni sono effettuate sulla base della misura di EC, cioè si cerca di mantenere una determinata soglia di EC, sfruttando la strettissima correlazione tra questo parametro e la concentrazione salina.

 

 

 

 

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